Cultura Pontinia — 19 Dicembre 2018
“Impresa va a teatro”, cultura e imprenditori insieme al Fellini

“La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande”, scriveva il filosofo tedesco Hans Georg Gadamer, e proprio questo sembra essere il senso profondo diun’originale incontro organizzato dall’attore Clemente Pernarella presso il Teatro Fellini di Pontinia ed aperto ai soci di IMPRESA, Associazione dell’Industria e Piccola e Media Impresa. Venerdì 9 novembre, con “IMPRESA va a teatro”, il direttore artistico di uno dei teatri più belli del Centro Italia accoglierà il pubblico di imprenditori per presentar loro le potenzialità del comparto dell’industria culturale e creativa, purtroppo inesistente nella nostra provincia.

I dati, riportati nello studio “Italia Creativa”, commissionato nel 2015 da Ernst&Young, rivelano un settore particolarmente in crescita: “Esso rappresenta il terzo datore di lavoro e conta più occupati dell’industria del lusso e di quella alimentare. I ricavi diretti dell’industria creativa sono cresciuti negli ultimi anni più del PIL. Il comparto ha un ruolo importantissimo come motore di crescita per l’economia del nostro paese. I dati che dimostrano quale sia il valore potenziale ancora inespresso del settore sono assolutamente incoraggianti: il valore di mercato attuale è di circa due terzi di quello potenziale e si prevede una crescita di 24 miliardi nei prossimi anni che dovrebbe portare a 72 miliardi di euro gli attuali 48”.

Dunque un vero e proprio moltiplicatore di ricchezza che in provincia di Latina viene frenato dalle realtà attive nella Capitale che assorbono quasi totalmente le risorse regionali. Nonostante ciò, e convinto della assoluta necessità di modificare lo stato di cose attuale, Pernarella ha deciso di sviluppare un progetto che preveda la nascita della prima impresa culturale e creativa di respiro regionale “made in Latina”. Questo è quanto si sta tentando di costruire in una delle strutture di maggior pregio del Lazio, un edificio riconosciuto quale “complesso monumentale” al centro dell’Agro Pontino: il “Teatro Fellini” di Pontinia.

Quanto può incidere l’investimento in cultura e in creatività sulla crescita di un territorio? È questa la domanda a cui Pernarella tenterà di rispondere venerdì 9 novembre, quando si rivolgerà alla platea di imprenditori per illustrare il suo progetto. Si tratta in questo momento prima di tutto di conoscere e possibilmente sostenere tale iniziativa, che di fatto si traduce in un progetto di start up di “Industria Culturale e Creativa”.

Il programma della serata prevede l’arrivo al Teatro Fellini di Pontinia alle ore 19 per una visita alla struttura; seguirà, alle 19,30 la presentazione del progetto “Le ragioni di un’impresa. Cultura un vuoto da colmare”, a cura di Clemente Pernarella che racconterà all’Associazione il progetto che sta sviluppando. Si parlerà anche di FUS, il Fondo Unico dello Spettacolo, utilizzato dal Governo italiano per regolare l’intervento pubblico nei settori del mondo dello spettacolo. Il FUS è stato istituito con la legge 163/1985 per fornire sostegno finanziario ad enti, istituzioni, associazioni, organismi e imprese operanti in cinema, musica, danza, teatro, circo e spettacolo viaggiante, nonché per la promozione ed il sostegno di manifestazioni e iniziative di carattere e rilevanza nazionale in Italia o all’estero.

Alle 20,15 avrà inizio una piccola rappresentazione teatrale riservata, dal titolo “EATaliani. Un racconto per ridere, non troppo, del nostro paese”. La serata si concluderà nel foyer del teatro con una cena “in piedi” preparata da Simone Nardoni, eclettico chef del Ristorante “Essenza”, importante realtà gastronomica del territorio.

Sarà dunque, per gli associati di IMPRESA, l’occasione per conoscere una perla del nostro territorio, il Teatro Fellini di Pontinia, e soprattutto, riprendendo le parole dello stesso Pernarella “ascoltare prima ancora che condividere, le ragioni di una operazione nata per costruire il futuro della nostra comunità che molti di noi immaginano e che attendono”.

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Autore dell'articolo

Silvia Frisina
Silvia Frisina