Alimentazione&Salute — 25 Febbraio 2019
Integratori si o no, cosa c’è da sapere?

Siamo sinceri: chi non ha mai assunto un qualsivoglia tipo di integratore nel corso della sua vita? E chi non si è mai posto la domanda: “sono davvero necessari”? Il mercato degli integratori è davvero prospero con un fatturato che arriva a 3 miliardi di euro. Secondo dati recenti il 65% della popolazione adulta, circa 32 milioni di italiani, ha utilizzato un integratore nell’ultimo anno, comprando in totale 212 milioni di pezzi, in farmacia (92%) o presso la grande distribuzione (8%). Tuttavia solo il 38% dei consumatori ha richiesto il consiglio del medico e il 37% quello del farmacista.

Ma cosa sono gli integratori? Secondo la normativa europea gli integratori sono definiti come “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate”. Nella maggior parte dei casi l’uso di integratori non risulta necessario perché le sostanze di cui l’organismo ha bisogno vengono introdotte attraverso gli alimenti.

Inoltre, quando l’uso che se ne fa è inappropriato, l’assunzione di integratori può dimostrarsi addirittura dannosa.

Il Gruppo di Lavoro “Salute e qualità della vita” della Federazione Italiana Scienze della Vita (FISV), di cui fanno parte anche Società Italiana di Farmacologia (SIF), Associazione Antropologica Italiana (AAI), Società Italiana di Chimica Agraria (SICA), Società Italiana di Mutagenesi Ambientale (SIMA), Società Italiana di Microbiologia Generale e Biotecnologie Microbiche (SIMGBM) e Società Italiana di Patologia Vegetale (SIPaV) ha prodotto una riflessione in cui conclude che nella stragrande maggioranza dei casi l’uso degli integratori non solo è improprio – in quanto una buona dieta sarebbe molto più efficiente per “sanare” eventuali carenze di oligoelementi o vitamine – ma che spesso questi prodotti possono causare effetti indesiderati, sia per la concomitanza di patologie o di trattamenti farmacologici con cui possono interferire, sia per la potenziale tossicità che oligoelementi e vitamine possono esercitare sull’organismo qualora il loro livello di assunzione sia superiore rispetto alle necessità del momento.

Quali sono le evidenze oggi in merito all’uso appropriato degli integratori?

Per la popolazione generale:

Gravidanza: acido folico, vitamina D
Neonati allattati al seno: vitamina D fino allo svezzamento e ferro da 4 a 6 mesi di vita
Adulti di età >50 anni: potenziali benefici da vitamina B12, vitamina D e calcio

Sottogruppi a rischio (patologie e condizioni che interferiscono con l’assorbimento dei nutrienti o con il loro metabolismo):

Chirurgia bariatrica: vitamine liposolubili, vitamine del gruppo B, ferro, calcio, zinco, rame, supplementi multivitaminici e multimineralici
Anemia perniciosa: vitamina B12
Malattie infiammatorie croniche intestinali, malattia celiaca: ferro, vitamine del gruppo B, vitamina D, zinco, magnesio
– Osteoporosi e altre patologie delle ossa: Vitamina D, calcio, magnesio
Degenerazione maculare senile: vitamine antiossidanti, zinco, rame
Terapie farmacologiche a lungo termine: Inibitori della pompa protonica: vitamina B12, calcio, magnesio, Metformina: vitamina B12
Alimentazione soggetta a restrizioni, diete non bilanciate: supplementi multivitaminici e multimineralici, vitamina B12, calcio, vitamina D, magnesio

Come sempre è da evitare il fai da te!

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Autore dell'articolo

Laura Guarnacci
Laura Guarnacci

Dietista