Verde&Natura — 25 luglio 2018
Jormungand, acerrimo nemico di Thor

Questo mese viene dedicato a un’altra creatura mitica, Jormungand. Questo è un leggendario serpente della mitologia norrena, figlio di Loki e fratello della regina dei morti Hel e del lupo Fenrir. Jormungand è un enorme serpente di mare generato dal dio Loki e dalla gigantessa Angrboða. Jormungand è conosciuto anche con la denominazione “Jörmungandr” (letteralmente “demone cosmicamente potente”), “Jörmungand” o “Miðgarðsormr” (letteralmente “Serpe di Miðgarðr”, il serpente di Midgard). Alcune profezie avevano sentenziato che dalla prole di Loki non sarebbero state generate altro che sciagure: fu così che i tre “fratellini” vennero nascosti e fatti crescere nella terra dei giganti – lo Jötunheimr – all’oscuro di Odino e degli altri dèi.  Una volta venuto a conoscenza della situazione, Odino volle al suo cospetto le tre creature e ne decise il fato. Il destino di Jormungand fu quello di essere esiliato negli oceani, dove si pensava che non avrebbe potuto causare alcun danno. Purtroppo il serpente possedeva delle notevoli dimensioni  e Odino dovette servirsi del dio del tuono Thor, il più forte tra gli dèi norreni, per poter sollevare e scagliare l’enorme serpe nei mari. Da quel momento le vite di Jormungand e di Thor sarebbero state connesse fino alla fine dei tempi: i due si sarebbero incontrati più volte, sempre da acerrimi nemici. La decisione di Odino si dimostrò catastrofica per gli dèi poiché il serpente nei mari crebbe fino a dimensioni tali dal poter stringere tra le sue spire l’intera Midgard: da qui il suo nome Miðgarðsormr. Nel tentativo di arginare  e annientare questo mastodontico problema, sarà proprio il divino Thor a muoversi nella caccia più ardita nei confronti del terribile rettille.  Il forzuto dio si fece accompagnare dal gigante Hymir e dalla sua barca in mezzo all’oceano, dove si mise a pescare nella speranza che Jormungand abboccasse. Con il trascorrere del tempo, a Thor gli venne l’idea di utilizzare un’esca molto speciale: la testa di un bue. Calato in acqua l’enorme amo non passò molto prima che Jörmungandr abboccasse. Thor, potentissimo, riuscì a trascinare in superficie  il gigantesco serpente, il quale si dibattè violentemente e con tutte le proprie forze provò a liberarsi, sputando ovunque sangue e il suo mortale veleno. Proprio quando Thor stava per colpire Jörmungandr col suo leggendario martello, uno spaventatissimo Hymir tagliò la lenza che legava l’amo, liberando il serpente e permettendogli di tornare nel profondo degli abissi, al sicuro e in attesa della sua rivincita. Il destino lo volle e le profezie confermarono che lo scontro finale sarebbe giunto e ciò avvenne nel  Ragnarök – la battaglia finale tra le forze della luce contro quelle delle tenebre – Jormungand sarebbe emerso dalle acque e avrebbe cominciato a portare morte e distruzione ovunque, avvelenando anche il cielo con il suo potente veleno. E così fu. Toccò proprio a Thor, paladino del bene, affrontare questo eccezionale rappresentante del caos e del buio. La loro lotta fu leggendaria e alla fine la vittoria andò nelle mani del forte dio del tuono. Ma il divino non riuscì a godersela: dopo aver ucciso Jormungand riuscì a fare solo nove passi prima di morire a causa delle ferite infettate dal veleno della gigantesca serpe. I due acerrimi nemici morirono così a pochi secondi di distanza l’uno dall’altro.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova