Cultura — 21 settembre 2018
La Passione nell’arte di Gino Vicaro

Il pittore Gino Vicaromi accoglie nel suo laboratorio colorato– Associazione Spazio Arte per la promozione della ricerca artistica, su via Piagge Marine, le grandi vetrine spalancate su Circe e la pianura pontina. Il luccichio del mare si riflette dappertutto. Sulle pareti quadri, fotografie, una con un giovane Jeph Anelli, locandine di mostre, sulle mensole vecchie radio (tutte funzionanti), e sul tavolo un vecchio giradischi.

Buongiorno Gino! Mi ricordo che in questo spazio in passato hai organizzato dei corsi di pittura per bambini…

Sì, insieme a Carla Gabellini e a Roberta Bottoni abbiamo voluto creare uno spaziodi ricerca per i piccoli setini. I bambini creavano, inventavano colori, sentimenti, emozioni, giochi, musica. Ora quest’attività si è conclusa ma mi fa tanto piacere ogni tanto incontrare uno di quei bambini, oggi uomo, che mi chiama e mi esprime riconoscenza perché, anche grazie al nostro insegnamento, è diventato architetto e riconosce il nostro apporto nei suoi progressi di vita.

Mi capita di trovare i tuoi quadri alle sagre di paese…

Partecipo sempre volentieri nelle feste popolari del nostro bellissimo territorio. Mi piace osservare e ascoltare, in mezzo a tanta gente che accorre per gustare qualcosa di buono da mangiare, per ammirare le danze o le canzoni, qualcuno che si sofferma a considerare un quadro. Non si pensa di trovare un quadro ad una sagra! Incontro persone semplici ma straordinarie, potenti come un’antica radio nel captare i sentimenti che ho voluto trasmettere in un’ immagine. Attraverso pochi segni, i colori, sanno capire, anzi a volte traggono fuori dei significati che stupiscono anche me. Simboli, colori, affetti, paure. Una dimensione parallela in cui mi sento di aver fatto qualcosa di buono.

Sei una persona affabile e generosa…

L’affetto è ciò che dà valore alla mia esistenza. Gli amici, la famiglia sono la cosa più preziosa. Ho sempre voluto essere presente nella vita dei miei cari: è importante non perdere il primo giorno di scuola dei tuoi figli, la prima volta che prendono il treno da soli e tu li accompagni, la loro gioia è la tua. A volte, quando si è giovani, si sbaglia senza capire e senza volere. Ancora oggi le piccole grandi mancanze della mia vita pungono il mio animo e da questo traggo la spinta per migliorarmi, per non sbagliare, per sentirmi soddisfatto di me.

Gino nei tuoi quadri c’è gioia ma anche consapevolezza del male. Tutto intorno a noi c’è tanta cattiveria…

Possiamo mostrare il bene. Davanti al male occorre porsi in modo pacifico. Il male si combatte con il buon esempio. Come artista combatto il male esprimendo sulla tela i miei sentimenti d’amore. Certi messaggi sono difficili da esprimere con le parole, così come è difficile rappresentare con le parole il vento, che non si vede ma che sentiamo sulla nostra pelle, sui capelli, sugli alberi, così cerco di esprimere attraverso i colori a olio non la realtà di un paesaggio, ma tutti gli elementi fantastici che sento intorno e dentro di me, i ricordi, mia madre con lo zinale che faceva il pane, mio padre seduto tra i fiori, elegante, col cappello. Mi “prudono le mani” per fare qualcosa di buono. Emozioni a ruota libera, qualcosa di impossibile, di sconosciuto da spiegare. A volte, quando mostro i miei quadri trovo qualcuno che la potenza di “leggere”, di captare, di andare oltre. Tempo fa, al Castello di Maenza, un anziano padre con una giovane coppia, colpito da un quadro, ha cominciato a parlare con me. Quella coppia, giovanissima, aspettava un bambino e la famiglia tutta stava decidendo se praticare un aborto. Nel quadro c’era raffigurata una donna che rifiutava il futuro e cadeva nella disperazione; ne abbiamo parlato con semplicità, poi ho saputo che hanno deciso di tenere il bambino, di farlo nascere. Ecco ho salvato una vita. Solo per questo fattoposso dirmi soddisfatto del mio lavoro artistico.

Sezze è il paese della Passione. Tu sei il pittore della Passione

Gesù ci insegna a portare il peso che ognuno di noi è chiamato a sopportare nella vita. Chi sa accettarlo cammina, pur nella sofferenza, con serenità; chi chiude gli occhi alla Luce cade nella disperazione e si perde. Ecco, la processione del Venerdì Santo mi ispira e io dipingo Gesù nelle vie di Sezze, tra le nostre bugie, la nostra cattiveria. E’ bello guardare Gesù e riconoscerci nel Suo Volto, la sofferenza allora diviene Fede. Umilmente anch’io sono chiamato a portare il mio peso ma Gesù mi solleva nel cammino e mi sento felice. Gesù vive nelle strade del nostro paese.

Tra tanti personaggi spesso inserisci anche gli animali

Mi ispirano asinelli, uccelli, pecore, cani. L’uomo si crede sempre superiore, spesso si vuole mettere al posto di Dio, mentre dovremmo prendere esempio dagli animali che vivono con amore la loro esistenza, dovremmo imparare dalla loro umiltà.

Hai tanti interessi…

Amo la musica. Spesso nelle mostre porto le mie radio, che curo e aggiusto con le mie mani. Un giorno a Sermoneta ho messo sul giradischi un disco del grande poeta Sergio Endrigo. Una vecchina piccola, col vestito antico, è rimasta con me ad ascoltare mentre osservava le mie tele. Quand’è andata via mi ha ringraziato perché quelle canzoni l’avevano portata indietro ai tempi della sua giovinezza. Ecco mi sono sentito felice.

Grazie Gino, ti voglio bene.

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Autore dell'articolo

Lucia Fusco