Cultura Sermoneta — 05 marzo 2014
La Polenta, Regina della tavola invernale

Ripercorriamo la storia di uno dei piatti tipici sermonetani e dei suoi ingredienti fondamenali

La Sagra della Polenta di Sermoneta intende ricordare la cerimonia di benedizione del bestiame

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Un caldo, fumante, colorato, profumato e invitante piatto di polenta tra le mani è quel che ci vuole per sentirsi parte dell’inverno dei Monti Lepini, se poi si uniscono l’odore dei camini di Sermoneta e l’incantevole cuore del piccolo paese arroccato su una verdeggiante collina ecco la magia, la storia ti avvolge d’improvviso e ti senti parte di una tradizione lunga secoli. La storia vuole che agli inizi del 1500 il Duca Guglielmo Caetani, tornato a Sermoneta dopo un lungo esilio imposto dai Borgia, portò con sé un sacchetto di strani semi importati dal Nuovo Mondo, chiamati “mahiz”, mais. Il Duca piantò i semi nelle terre fertili di Sermoneta e ne ricavò abbondanti raccolti di granoturco -chiamato così dal Duca, con molta probabilità, perché la peluria della pannocchia gli ricordava i folti baffi dei corsari turchi contro i quali aveva spesso combattuto- che, ridotto in farina e cotto con acqua, dava vita a una gustosa pietanza che inizialmente fu servita ai prigionieri del castello e poi anche agli abitanti del paese. La Sagra della Polenta di Sermoneta intende ricordare, fin dal 1622 -in onore di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali domestici e del mondo rurale- la cerimonia di benedizione del bestiame nel giorno del santo protettore: il Duca Caetani offriva alla cittadinanza e ai pastori giunti dall’Alto Lazio e dall’Abruzzo alla ricerca di pascoli più verdi, la succulenta pietanza condita con carne di maiale, prima del periodo quaresimale e dunque prima dell’inizio del Carnevale Sermonetano. Quello che prima era il cibo dei poveri è divenuto, ad oggi, una squisita prelibatezza del palato la cui sapiente preparazione dei maestri polentari -a partire dalle 6 del mattino in piazza del Popolo a Sermoneta e nelle borgate del paese- nei paioli di rame e sul fuoco di legna attira migliaia di visitatori da tutta la Regione rasserenando loro le papille gustative.

Nell’edizione 2014 l’organizzazione, coordinata dall’amministrazione comunale, ha pensato a interessanti attività ed esibizioni di contorno: un mercatino dell’artigianato locale ha campeggiato tra le vie del borgo, i meravigliosi presepi artigianali spuntavano, con le loro luci, attraverso i vetri delle finestre, il gruppo folk “Jo Menaturo” di Bassiano ha rallegrato gli animi dei visitatori, gli spettacolari Sbandieratori “Ducato Caetani” di Sermoneta e, nella splendida cornice della chiesa di San Michele Arcangelo, Massimo Gentile alla fisarmonica, Anna Maria Gentile alla viola da gamba e Massimiliano Filosi al sassofono soprano hanno allietato i visitatori con i “Suoni in chiave popolare”.

Insomma una sagra assolutamente da non perdere che ha mantenuto, con il tempo, i caratteri originali della celebrazione, il gusto della tradizione affiancato da musica, allegria, divertimento, artigianato locale e spettacoli dal vivo.

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Autore dell'articolo

Memi Marzano