Cultura Sermoneta — 21 aprile 2015
La spiritualità nelle “Impronte Sacre” sermonetane

Impronte sacre

C’è tempo fino a sabato 11 aprile per visitare la mostra collettiva d’arte contemporanea “Impronte sacre”, presso la suggestiva chiesa di San Michele arcangelo a Sermoneta. La mostra, curata dall’associazione “Accademia. Libera l’arte” e patrocinata dal comune di Sermoneta, è stata inaugurata sabato 28 marzo e presentata da Lina Boffa, ideatrice della mostra e presidente dell’associazione promotrice, accompagnata dai critici d’arte Laura Panetti e Laura Lioce che hanno contribuito conducendo il pubblico in un percorso tra le opere esposte, di cui sono stati presentati i rispettivi autori e messi in luce i caratteri e le peculiarità.

I quattordici artisti protagonisti, tra i quali anche pontini, sono Franco Bortoluzzi, Letizia Caiazzo, Marzia Dottarelli, Alida Ferrettini, Roberta Marzi, Stefania Nicolini, Stefano Ortolani, Angela Santoro, Adalgisa Santucci, Alessandra Spina, Palmiro Taglioni, Maria Tambè, Emanuela Tardivo e la stessa Lina Boffa. Tutti hanno espresso, attraverso le loro opere esposte, il proprio modo di sentire, concepire ed immaginare il “sacro”, tracciandone una personale “impronta”. Ogni particolare dettaglio: i soggetti rappresentati, espressioni dei volti, i gesti, le luci e i colori utilizzati, intendono richiamare il “sacro” che viene così ad assumere diverse sembianze, forme, materie, identificandosi volti e corpi umani, luci e ombre, immagini della natura e della tradizione iconografica. Un concetto spirituale che gli artisti hanno reso concreto per esprimerlo e comunicarlo attraverso diverse tecniche, stili e materiali artistici quali pittura, disegno, arte musiva e scultura.

Il contesto nel quale si è scelto di allestire la mostra contribuisce a conciliare e a creare una certa suggestiva fusione e coesione tra le diverse opere, facendo immergere il visitatore in una autentica atmosfera mistica.

La chiesa di San Michele Arcangelo è infatti una delle più antiche chiese della città di Sermoneta, risalendo al XII secolo. Incastonata tra i vicoli e le case del borgo medievale, presenta una struttura e caratteristiche riconducibili allo stile romanico, pur avendo subito nel corso dei secoli diversi rimaneggiamenti e aggiunte che le conferiscono caratteri propri di vari stili ed epoche diverse. Riaperta dal 2012, dopo un lungo e attento restauro che ha interessato gli affreschi dell’oratorio dei Battenti, nella cripta al suo interno, è caratterizzata dalla presenza di affreschi di grande interesse e importanza storica artistica, e di diverse epoca, i più antichi, quelli della cripta, risalgono ai secoli XIV-XV e sono in parte opera del pittore privernate Piero Coleberti.

Passato e presente, tradizione e innovazione si fondono armoniosamente in nome dell’arte. Infatti l’esposizione artistica è accompagnata da un catalogo on line con le immagini delle opere e i testi scritti dai curatori: “un vero e proprio documento permanente”, come sottolinea Lina Boffa, “che esprime e promuove l’azione propositiva della Chiesa di S.Michele e dei suoi spazi nel presente e per il futuro”. Durante la permanenza della mostra , il 7 e 8 aprile, sono previsti due concerti di clavicembalo a cura dell’associazione Suono Parola Immagine.

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Autore dell'articolo

Beatrice Cappelletti
Beatrice Cappelletti