Fantasia — 20 Agosto 2020
La Stirpe del Tiglio – II Parte

Un giorno, giunse uno stregone nella rinomata dimora dei migliori custodi di tesori. Le Serpi in questione erano abituate a maghi, maghe, fate, nani ed elfi, ma talvolta ricevevano stregoni e dargli fiducia non era buona cosa. Tale stregone non volle presentarsi e ciò non piacque ai Lindwurm più anziani, nonostante ciò non vennero meno al loro primo dovere, poiché non esisteva essere più leale e più lontano dall’oscura essenza del potere. L’anonimo stregone diede in custodia un medaglione costituito dal più raro tra i metalli, era galaxite, polvere di galassie, era l’essenza dell’universo stesso. Nel medaglione era incastonata una scheggia di Cristallo del Tempo, Arma del Bene, ma del Male se in mani sbagliate. Un manufatto inestimabile da poter custodire con le migliori cure, pensarono le Serpi. Purtroppo, gli antichi detti non mentono mai e sempre vanno ascoltati e rispettati: mai fidarsi di uno stregone, in lui ira e maledizione. Il tempo trascorse  e i giorni mutarono in mesi e infine in anni, moltissimi anni e il cuore dei Lindwurm non era più puro e protetto dalla bramosia di possesso. Qualcosa di spaventoso era avvenuto alle indomite Serpi, ciò che custodivano, iniziarono a bramarlo come se fosse stato sempre loro, ma senza averne alcun diritto. Da equilibrati e saggi esseri, ora solo ira e malcontento regnavano nella loro dimora e nel loro regno. Nel Nord del mondo dove i boschi e le foreste germogliavano come le stelle nascenti dal lucente mantello notturno, quel legame tra serpi e tigli non era, non era più. Le foreste, un tempo rigogliose e verdeggianti, i tigli sembravano sorridersi gli uni con gli altri, ora erano spoglie, tristi e sole si sentivano, ciò che le mancava di più erano i loro amati Lindwurm. Una fratellanza di sangue e linfa li legava e i tigli comunicavano tra loro alla ricerca di una spiegazione ad uno stato di cose a loro incomprensibile. I tigli e tutti gli esseri del regno vegetale non avevano la malizia e la capacità di concepire atti di malvagità, dai più semplici ai più contorti. Non avrebbero mai potuto immaginare … Il legame tra tigli e Lindwurm era antichissimo e nessuno sapeva come essere vegetale e animale furono uniti in un unico destino, solo una leggenda. Nel Nord del mondo, un giorno, un grande eroe dal cuore puro affrontò con la forza del suo braccio e della sua spada un drago tra i progenitori dell’intera genia, ma assai orrendo e malvagio. Un eroe impavido il cui nome si è perduto nelle gallerie del tempo e un’estenuante battaglia nella quale riuscì a sconfiggere il tenace drago malgrado una sola e grande verità: la morte inferta non è mai cosa buona, anche se a fin di bene. Il drago in questione terrorizzava il regno e amava uccidere non mostrando alcun pentimento. Ma qualcosa di straordinario avvenne nel momento in cui la vita abbandonava il possente drago, una foglia di tiglio si adagiò sul cuore della bestia, nell’istante del suo ultimo battito e inaspettatamente il malvagio essere provò pentimento x tutto ciò di vile che aveva commesso. Fu allora che la Madre Terra, un dono volle fargli, ma a coloro che lo avrebbero seguito, la sua genia, un legame indissolubile grande quanto la vita: Lindwurm e tigli uniti in una nuova vita, una seconda possibilità di riscatto in cui il Bene sarebbe stato il fine ultimo.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova