Fantasia — 20 Novembre 2020
La Stirpe del Tiglio – V Parte

A seguito del monito proferito dalla Fata, le sagge Serpi la miravano stupefatte e interdette, non sapevano cosa rispondere. Poteva essere accaduto qualcosa di una gravità tale da non lasciare indizi o tutto ciò era frutto di un contorto ragionamento? Le Serpi in questione erano in guerra con buona parte dei Regni della Fantàsia pontina, ma erano assai informate sul conto della leggendaria Rosblanca e la rispettavano profondamente oltre a ben temerla. Improvvisamente, nella Sala dell’Alto Consiglio si palesò una giovane Serpe, diversa dalle sagge anziane, Rosblanca avvertì qualcosa di diverso, ma soprattutto di familiare. Il Lindwurm si presentò, il suo nome era Malvius. Era una Serpe nera come la pece, colore assai insolito per queste creature, la sua essenza non piaceva affatto a Rosblanca, intuiva dell’oscurità in fondo alla sua anima. Già si erano incontrati i due, al centro della Terra, per ricongiungere Graent a Raidur e salvare il mondo. Lui sapeva benissimo chi aveva di fronte, era Fata Rosblanca. Colei aveva posto fine alla vita dello stregone Bramante. La Fata indugiò nello smascherare l’infido essere dinanzi all’Alto Consiglio, voleva capire … Le parole pronunciate da Malvius confermarono il presentimento della Fata: la Serpe affermò aspramente che la Fata si sbagliava e nessun incantesimo aveva reso prigioniero e schiavo il regno dei Lindwurm. Le Serpi più sagge non dissero nulla né a favore né a sfavore di Malvius. Naturalmente Rosblanca era una Fata assai avveduta e non rispose alla Serpe nera con la stessa sfrontatezza. La Fata, diretta ma con diplomazia, chiese a Malvius come faceva ad essere tanto certo di ciò che affermava e soprattutto sembrava che la Serpe si scaldasse troppo per un lecito dubbio. A questo punto, Malvius si infervorò ulteriormente: era la reazione voluta da Rosblanca e che fin dei conti si aspettava. Il Lindwurm in questione sembrava essere scaltro, ma ancora troppo impulsivo per la giovane età. Nel frattempo anche le anziane e sagge Serpi della Sala dell’Alto Consiglio miravano Malvius con sguardo inquisitore e il giovane iniziò ad agitarsi. Fu allora che Rosblanca provocò maggiormente incalzando sempre più la vile Serpe con i suoi discorsi su un segreto complotto architettato a dovere contro i Lindwurm, ma Malvius replicò affermando che non c’era una motivazione plausibile per un simile gesto e che i Lindwurm per natura non conoscevano questo genere di sotterfugi. Ciò che era ben visibile a tutti i presenti era la caparbietà, ma allo stesso tempo l’esagerata ostinazione con cui Malvius si faceva, oramai, portavoce di una causa persa poiché più contraddiceva Rosblanca e più palesava la seria presenza di indizi a favore della tesi sostenuta dalla Fata. Improvvisamente, una voce si levò dall’Alto Consiglio, era la Serpe più anziana, Wille, la quale iniziò a enumerare una serie di motivi per cui Malvius fosse a conoscenza di tale complotto e per giunta ne fosse implicato.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
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