Miti e Leggende — 09 Ottobre 2020

Il mese di settembre viene dedicato alla storia del  Verme di Lambton, la quale ha connotazioni cristiane e ha finalità didattiche. Se si commettono degli errori e non si pone rimedio per tempo, le conseguenze saranno proporzionate in misura della gravità dell’errore. Mai rimandare ciò che si può risolvere oggi:

“A quanto si dice nel quindicesimo secolo viveva nella contea di Durham un giovane nobile, John Lambton, che aveva la passione di andare a pesca anche nelle festività domenicali e per di più e di imprecare quando non prendeva niente. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se un giorno improvvisamente prese all’amo una creatura demoniaca, uno schifoso verme nero con cattivi occhi da sauro; faceva così paura che il nostro giovane eroe si prese una paura del diavolo e lo gettò di corsa in un pozzo. Poco dopo partì per una crociata e così non si accorse che il verme era diventato un enorme drago che, come di consueto, mangiava tutto ciò che incrociava la sua strada, e che poteva essere tenuto alla larga solo con offerte gigantesche di latte del villaggio e dei suoi abitanti. Alla fine però era diventato talmente  grande che gli occorreva il latte di settanta vacche per saziarsi, e adesso gli abitanti dei villaggi vicini non sapevano più come fare, e dovevano vedere come il loro paese diventasse sempre più deserto via via che tutti gli animali venivano mangiati. Alla fine il giovane Lambton fece ritorno a casa, cresciuto in età e in saggezza, e quando seppe quello che era successo, capì che la colpa di quella disgrazia era sua. E per rimediare al suo misfatto decise quindi di uccidere il mostro. A tale scopo si consigliò con una vecchia strega. Essa gli spiegò che doveva farsi preparare un’armatura speciale tutta ricoperta di lame e che doveva combattere il drago solo in mezzo al fiume dove un tempo lo aveva pescato. Ma  come premio per il successo il giovane doveva giurarle di uccidere, subito dopo, il rpimo essere che avesse incontrato dopo la lotta con il drago. John Lambton fece come gli era stato detto e tutto andò secondo i piani. Il drago lo affrontò colmo di collera, lo avvolse con il suo corpo enorme e si ferì così malamente con tutte quelle lame che il cavaliere ebbe gioco facile con lui e riuscì a decapitarlo. Il fiume portò via la testa e altre parti del corpo prima che potessero ricrescere e il drago era e rimase morto. Poi però l’eroe non incontrò per primo, come aveva progettato, uno dei suoi cani, bensì il vecchio padre, e il giovane Lambton non ebbe cuore di ucciderlo. Per vendicarsi per la parola non mantenuta, però, la strega decise che per nove generazioni nessun Lambton morisse di morte naturale e fu così”.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova