Verde&Natura — 17 Febbraio 2015
La stupefacente bellezza del Papavero

Papaveri

Questo mese è dedicato al fiore del Papavero o “Papaver rhoeas” o più comunemente “Rosolaccio”. Esso fa parte della famiglia delle Papaveracee, possiede un gambo peloso e i suoi fiori crescono su lunghi peduncoli con una corolla composta da quattro petali rosso vivo. Il Papavero cresce spontaneo soprattutto nei prati e nei campi di grano. Per i popoli delle antiche civiltà occidentali esso era sacro a Morfeo, divinità del sonno, ma era anche sacro alla dea Cerere per via della sua crescita spontanea nei campi di grano. Nella mitologia greca si narra che quando il dio degli Inferi , Ade, rapì Proserpina, Demetra era disperata a tal punto da doverle far bere un infuso di Papavero per poterla calmare. Una leggenda racconta che il figlio di Tarquinio il Superbo avendo conquistato la città di Gabes ebbe difficoltà nel calmare le rivolte interne del popolo. Suo padre, allora, lo condusse in un campo colmo di Papaveri bianchi, e sguainò la spada con forza tranciandoli tutti. Questo gesto agli occhi del figlio ebbe un significato univoco. Di fatti, il giovane comprese ciò che era giusto fare e fece decapitare tutti i nobili della città conquistata e la strage fu così violenta che tutti i Papaveri si tramutarono da bianchi in rossi. Il Papavero contiene al suo interno un lattice composto da un alcaloide denominato roedina impiegato per risolvere i disturbi legati al sonno. Ulteriori virtù legate a questo fiore affascinante hanno efficacia per la cura della tosse e del catarro e fino a poco tempo fa dal Papavero veniva estratto il laudano, impiegato assiduamente in medicina per lenire il dolore. Infatti il nome laudano deriva dal latino “laus” e significa lode. Esiste un’altra varietà di Papavero denominata “Papaver somniferum”, più noto come “Papavero da oppio”, dal quale si possono estrarre i principi attivi utilizzati in medicina quali la morfina e la codeina. Naturalmente l’oppio viene notoriamente assunto come stupefacente in maniera illecita, esso proviene dalla Cina, dall’India, dal Medio Oriente e dall’Egitto. Sin dagli albori della storia, le caratteristiche del Papavero furono documentate e trascritte come nell’opera “Naturalis Historia” nel quale Plinio parla del Papavero nero e ne decanta le sue alte proprietà ipnotiche e mortali. I semi di Papavero vengono utilizzati nei talismani porta fortuna perché capaci di donare a chi li porta con sé abbondanza e fertilità oltre ad essere potenti nel combattere lo stress, la stanchezza e far recuperare le forze e il vigore a chi li ha perduti. Il Papavero viene considerato il simbolo della vita effimera a causa della rapida e fugace fioritura dei suoi fiori. Nella vita, chi non è mai stato testimone dello splendore scaturito dalla vista di un ampio prato avvolto dal fuoco vivace dei Papaveri…è davvero una manifestazione quasi surreale della vita…e chi di noi non ha mai intravisto un mare di rabbia o di passione in quel prato infinito riguardante unicamente la propria vita…e per quanto i sentimenti fossero contrastanti ciò che ne è risultato fu Bellezza pura capace di riscaldare il cuore e di far dimenticare ogni tormento avvilente…ciò si chiama Estasi o semplicemente Natura.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova