Cultura Sezze slider — 11 Gennaio 2020
“La via perfetta” per ricordare Daniele

Lo scorso 19 novembre è uscito il libro, edito da Einaudi, “La via perfetta – Nanga Parbat: Sperone Mummery” pensato da Daniele Nardi con la scrittrice Alessandra Carati e scritto da quest’ultima dopo che Daniele, lo scorso febbraio, su quella montagna ha perso la vita.

Il Nanga Parbat, oltre ad essere la nona tra le quattordici montagne alte più di 8000 metri, è una delle più pericolose, specie se la si affronta passando lungo lo sperone Mummery, una via “perfetta” che nessuno, ad oggi, è riuscito a percorrere.

Daniele Nardi ha scelto di affrontare quello sperone addirittura in inverno. Era il suo quarto tentativo ed ha scelto come compagno di viaggio l’alpinista britannico Tom Ballard. Pur essendo consapevole delle enormi difficoltà, stavolta era sicuro di farcela.

L’idea del libro è nata dall’incontro, nel maggio 2018, tra l’alpinista di Sezze e la scrittrice di Monza mentre le pagine hanno iniziato a prendere forma a pochi mesi dalla partenza per quello che sarebbe stato l’ultimo tentativo, per Nardi, di scalare il Nanga Parbat.

Probabilmente, era l’ottimismo a guidarlo nel tentativo di raggiungere il sogno della sua vita, quello stesso ottimismo che, insieme ad una profonda determinazione, lo avevano portato, da Sezze, ad affermarsi in un ambiente tradizionalmente riservato a persone nate in regioni del Nord.

Consapevole del rischio cui andava incontro, aveva contattato Alessandra Carati che, dopo aver lavorato con lui per quasi un anno, lo ha seguito al campo base del Nanga Parbat fino a gennaio 2019 restando, una volta rientrata in Italia, in continuo contatto telefonico con lui.

In una mail inviatale il 22 dicembre, Daniele Nardi pregava la giornalista di continuare a scrivere, qualora non fosse tornato.

Da questo libro traspare la voglia di Daniele di essere capito e soprattutto apprezzato come alpinista e non più come “l’alpinista nato al di sotto del Po”.

Voleva che la sua “ossessione” fosse interpretata come la capacità di coltivare i sogni a costo di superare i propri limiti e non come preludio al suicidio.

Daniele Nardi lascia un vuoto incolmabile nelle persone che lo hanno amato e apprezzato, reso forse ancor più grande dalla recente notizia, data dall’ambasciatore italiano in Pakistan Stefano Pontecorvo, che i corpi dei due alpinisti, purtroppo, per questioni di sicurezza non potranno essere recuperati.

(Visited 2 times, 1 visits today)

Articoli correlati

Condividi

Autore dell'articolo

Avatar
Daniela De Angelis