slider Speciali — 01 luglio 2013
L’albero che rinvigorisce l’amore: ecco il tiglio

Tra mitologia classica e leggende medievali questa pianta è sempre stata considerata vicino al sentimento più bello

Esso cresce nei boschi montani alpini e degli Appennini al di sopra dei 500 metri di altezza

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L’albero Il Tiglio o “Tilia sylvestris” fa parte della Famiglia delle Tigliacee ed è un albero con fiori giallastri molto profumati e foglie a forma di cuore verdi scuro intenso. Esso cresce nei boschi montani alpini e degli Appennini al di sopra dei 500 metri di altezza. Nella letteratura classica e medievale viene spesso citato e ricopre sempre una funzione importante. Ad esempio, nelle “Metamorfosi” di Ovidio viene narrata una storia molto romantica nella quale si racconta che un giorno gli dei Giove e Mercurio vollero andare sulla Terra per vedere se gli uomini vivessero felici. Gli dei si celarono sotto le spoglie di viandanti e chiesero ospitalità a molte persone, ma solo Filemone e Bauci li accolsero calorosamente e con sincerità, ospitandoli e nutrendoli. La coppia di umani erano due anziani coniugi e Giove e Mercurio per sdebitarsi della loro generosità concessero alla coppia di morire nello stesso istante per non essere mai separati. Una volta giunta la morte, gli dei li trasformarono in un Tiglio e in una quercia e furono accolti nel santuario di Zeus come custodi dello stesso, affinché potessero vivere eternamente insieme. Mentre nel mito del saggio centauro Chirone si narra che esso nacque da Saturno, trasformatosi in stallone, unito alla ninfa oceanica Filira. Quando nacque il piccolo, lei affermò di aver partorito un mostro e la sua volontà fu quella di farsi trasformare in un albero di Tiglio dagli dei. Il piccolo Chirone crebbe sul monte Pelione, in Tessaglia, vigilato e protetto dalla dea Artemide. In Germania, il Tiglio simboleggia la serenità dell’amore coniugale e si pensa che per rinvigorire un relazione amorosa ci si debba baciare sotto ad un Tiglio. Esso è l’albero simbolo della Germania, è nominato nel poema germanico, “I Nibelunghi”, dove si narra della grande storia d’amore tra Sigfrido e Crimilde. Sigfrido rappresenta il modello del perfetto cavaliere senza macchia e senza paura dei leggendari poemi cavallereschi del 1200. L’impavido Sigfrido si intreccia alla figura del Tiglio, nel momento in cui si immerge nel sangue caldo del temuto drago da lui ucciso, rendendosi invulnerabile. Purtroppo, in quello stesso istante, una cuoriforme foglia di Tiglio caduta dall’albero, che lo sovrastava, si posò al centro delle sue spalle, dietro al collo, rendendolo in quel punto vulnerabile. Questo evento segnerà la fine del prode Sigfrido mutando profondamente l’intreccio della storia facendola sfociare in un groviglio di cruente lotte interne per via di un ricco tesoro. Fin dall’antichità e anche negli erbari medievali, il Tiglio simboleggia la salute (dal tedesco “Linde”, ossia Tiglio e “lindern”, lenire) e le sue foglie erano utilizzate per guarire le ferite. Inoltre, esso possiede altre preziose virtù medicamentose come quelle di favorire il sonno, depurare l’organismo, combattere la gotta, curare gli ascessi e favorire la diuresi. In molte culture, il Tiglio rappresenta l’amicizia e la fedeltà e anche a causa della sua foglia che ricorda un cuore, è profondamente legato all’amore e a tutti i sentimenti più nobili. Quindi, si può affermare che il Tiglio rappresenta un rimedio per la cura dello spirito e del corpo.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova