Verde&Natura — 24 luglio 2017
Le Nereidi belle ed implacabili

Questo mese estivo è dedicato alla progenie elfica delle Ninfe e delle Nereidi. Nell’Antica Grecia, questa famiglia è suddivisa in diversi ceppi. Le Orcadi erano le abitatrici delle montagne vivendo in sintonia con le acque sorgive mentre le Aldeidi vivevano nelle selve e nelle foreste. Le Naiadi preferivano abitare nelle paludi e nelle sorgenti ed infine le Driadi vivevano in simbiosi con le querce. Le famiglie delle Naiadi e delle Driadi sono di natura mortale e sono connesse all’esistenza della sorgente o della pianta alla quale erano legate. Le Meliadi vivevano in stretta dipendenza ai frassini proteggendoli allo stesso modo che le loro parenti facevano con l’elemento al quale erano connesse. La famiglia più numerosa è quella delle Nereidi, bellissime divinità marine. Queste sono descritte da Teseo che, sfidato da Minosse, si immerse nelle acque per provare il suo valore e ricevette l’investitura dalla regina delle Nereidi, Anfitrite. Teseo le descrisse con le membra brillanti di “…una luce simile a quella del fuoco. Alle loro chiome si avvolgevano nastri intrecciati d’oro. Ed esse affascinavano il loro cuore, formando danze con i loro umidi piedi…”. Secondo la mitologia, le Nereidi sono le figlie di Anfitrite e di Poseidone, esse cavalcano delfini, mentre il cocchio del dio del mare è circondato da tritoni. Un ulteriore mito fa discendere le Nereidi da Urano, nate dalle gocce di sangue stillate da una sua ferita provocatagli dal figlio Crono. Esse sono molto simili alle sirene, con la pelle bianca come il latte ed una voce melodiosa divina capace di incantare. Vestono abiti bianchi o gialli ed indossano uno scialle candido sulle spalle o sulla testa. I loro piedi sono simili agli zoccoli dei cavalli e non li mostrano mai e se dovesse avvenire hanno le sembianze di piedi umani femminili splendidi. Le Nereidi sono  bellissime e allo stesso tempo pericolose. Se qualcuno osasse scorgerle mentre fossero intente nel loro bagno di sole, correrebbe il rischio di diventare cieco per tutta la vita. Allo stesso modo se qualcuno interrompesse il loro riposo pomeridiano, potrebbe essere vittima di attacchi di pazzia improvvisa o cadere in un lunghissimo sonno irreversibile. L’unica possibilità di poter avvicinare una Nereide e poterla sposare è rubarle il suo scialle candido. Derubata, lei sarebbe completamente assoggettata al suo padrone, rinunciando alla sua libertà di spontanea volontà. Una volta rubato lo scialle lo si deve nascondere in un luogo impossibile da individuare per la Nereide, altrimenti, questa abbandonerebbe marito e figli per poter ritornare nel suo regno marino dalle proprie sorelle. L’habitat scelto da questi esseri è il Mar mediterraneo: l’Italia meridionale, le coste della Grecia, dell’Albania, di Creta, di Cipro, della Spagna, delle Canarie e del Portogallo.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova