slider Speciali — 22 Aprile 2013
L’eleganza della Betulla dalla bianca corteccia

La delicata “Betula alba” è originaria del Caucaso e nord Europa e il suo legno è utilizzato contro ogni malocchio

Sarebbe un danno piantarne solo una, perché la Betulla soffre la solitudine e non riesce a vivere isolata

betulla

La delicata Betulla o “Betula alba” fa parte della famiglia delle Betulacee, è un albero a foglie caduche con rami flessibili e il tronco chiaro, può raggiungere un’altezza media di 16 metri e non supera il secolo di vita. Essa è originaria del Caucaso e del nord Europa, cresce nelle zone montane subalpine e negli Appennini. La Betulla è uno dei legni sacri ai Druidi, era dedicata alla dea Ceridwen e ancora oggi è usanza costruire le culle dei neonati con il suo legno per proteggerli dal malocchio. In Svezia, la Betulla rappresenta l’albero di maggio, ed è consuetudine tagliare l’albero, porlo al centro del paese e decorarlo con nastri bianchi e rossi, poi le viene posta in cima una ghirlanda di fiori e infine viene gettato nell’acqua. Questa tradizione rappresenta un rito di fertilità, accompagnato dall’usanza, da parte dei bambini, di passare di casa in casa chiedendo dolcetti e monete e dando in cambio un rametto di Betulla da piantare sul tetto di casa o da porre accanto alla porta come amuleto portafortuna. In Danimarca, ancora oggi vive l’antichissima usanza di ricoprire i defunti prima della sepoltura con foglie di Betulla per proteggerli dagli spiriti maligni e per accompagnarli nel loro viaggio verso il regno della luce. Anche in Russia, la sacralità della Betulla è ancora molto presente, i contadini narrano che se qualcuno desidera fortuna e prosperità, deve piantare due Betulle ai lati della porta di casa. Sarebbe un danno piantarne solo una, perché la Betulla soffre la solitudine e non riesce a vivere isolata. In generale, la si pianta vicinissima alla propria casa perché è una pianta che ha il potere di consolare chi soffre e di tener lontane malattie e disgrazie. Non è un caso che gli sciamani siberiani affermino che la Betulla sia l’ “Axis mundi”, ossia il mediatore tra cielo e terra e, nelle cerimonie di guarigione, essi incidano il suo tronco per farne dei gradini e questi li aiutino a raggiungere, più agevolmente, il cielo, residenza sovra terrestre degli spiriti. La Betulla è un albero che infonde tranquillità, consolazione e rafforza la pace familiare. In Russia, quando si attraversa un momento di scoraggiamento e di disagio esistenziale, è buona consuetudine donare un ramo di Betulla, amuleto che ha il potere di infondere fiducia e di far superare le difficoltà della vita. La bellezza della sua corteccia bianco-argentea e la sua eleganza la rende sostanzialmente un “Albero di Luce”. Mauro Corona, ne “Le voci del bosco” la descrive come “la bella dei sogni … Alta, elegantissima, diritta, sempre perfetta nel suo abito bianco, la betulla è la regina del bosco. Quando il vento la incontra e la accarezza con soffi gentili, tutto il suo corpo si muove, ondeggia, danza e ti invita a ballare. L’abito bianco, maculato qua e là da piccoli punti neri, le conferisce una straordinaria eleganza. Pare sempre che sia pronta a uscire per andare a un ricevimento”. Secondo il calendario sacro dei Celti, l’ “Alfabeto degli alberi”, la Betulla occupa il primo mese dell’anno solare che va dal 24 dicembre al 21 gennaio. Essa è legata alla Luna perché il colore argenteo della sua corteccia la ricorda, ma è anche collegata alla rinascita del Sole, quindi ha una duplice natura, maschile e femminile. D’altronde il concetto di duplicità è presente in ogni dimensione dell’esistenza e l’affascinante mondo vegetale non può far eccezione nel rappresentarlo al meglio.

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