Attualità Scienza&Tecnologia — 09 Luglio 2019
Leonardo Da Vinci, semplicemente un genio

Quest’anno ricorre il 500° anniversario della morte di Leonardo Da Vinci avvenuta il 2 Maggio del 1519 nella città francese di Amboise. Nel corso della sua vita Leonardo si interessò a varie discipline: pittura, scultura, architettura, disegno, anatomia, musica.  Egli fu anche un visionario, capace di immaginare e progettare dispositivi diventati attuali solo a distanza di molto tempo: l’elicottero, il paracadute, la tuta da palombaro, i robot umanoidi solo per citarne qualcuno.

Le invenzioni più note sono quelle legate al volo di cui Leonardo era letteralmente affascinato. Ricordiamo la vite aerea che si basava sul concetto della moderna elica. Lo scopo di quella macchina era di dimostrare che l’aria era un fluido e che la stessa macchina avrebbe potuto davvero avvitarsi nell’aria, fino a sollevarsi da terra. Quella macchina doveva essere azionata da quattro uomini ma in realtà era troppo pesante per volare. Di grande valore è anche l’ornitottero, una macchina volante simile agli aeroplani moderni, che sfrutta il movimento dell’ala in tutte le direzioni per appoggiarsi sul vento. Fu concepita dal genio dopo aver osservato il volo degli uccelli. Le macchine per volare disegnate da Leonardo contengono dei dettagli tecnici introdotti e studiati poi nell’Ottocento e che successivamente porteranno ai primi voli di un mezzo motorizzato più pesante dell’aria, a metà ‘800 da parte di Otto Lilienthal, e all’inizio del ‘900  dai fratelli Wright.

Leonardo realizzò anche il primo robot androide, con sembianze umane. Tra gli appunti dell’inventore furono trovati anche disegni di una specie di cavaliere autonomo, in grado di muovere ed agitare braccia, testa e mascella. Nel 2002 l’esperto di robotica della Nasa Mark Rosheim ne ha costruito uno derivante dai suoi scritti. Nel Codice Atlantico, la più ampia raccolta di appunti e scritti, furono trovati anche disegni di quello che sembra un paracadute, che avrebbe consentito a chiunque di cadere da grande altezza senza farsi del male. Un’idea che sarà messa in pratica nei secoli a seguire. Tra i disegni è stato trovato anche il progetto di quello che sembra il prototipo del moderno carro armato. Esso aveva la possibilità di spostarsi e di sparare in tutte le direzioni, manovrato da 8 uomini che avrebbero dovuto spingerlo con la forza delle loro braccia.

Nel campo della nautica troviamo anche una barca a pale (simile ad un pedalò), con il moto della pedalata che viene trasformato in un moto rotativo continuo, che consente poi all’imbarcazione di muoversi ed una rudimentale muta formata da giacca, pantaloni e maschera con occhiali uniti a formare uno scafandro completo, che in epoca più moderna sarebbe poi diventata una muta da sub.

Leonardo da Vinci si interessò anche all’arte tessile e alla sua meccanizzazione, progettando la garzatrice continua. Era formata da una base di lavoro su cui erano collocate cinque coppie di rulli, o subbi, che tendono altrettanti anelli di pezze. La macchina aveva il compito di pettinare i panni di lana, per rendere il tessuto morbido e in grado di trattenere il calore.

Non vanno poi dimenticati i suoi dipinti come la Vergine delle Rocce, il San Girolamo, la Dama con l’ermellino, l’Ultima Cena e la Gioconda, la sua opera pittorica più nota ed emblematica.

In un’epoca in cui la scienza non esisteva ancora, l’osservazione e la curiosità erano gli unici strumenti per cogliere somiglianze tra fenomeni apparentemente lontani, come i vortici dell’acqua e i capelli arricciati dal vento, le radici delle piante e i vasi sanguigni. L’artista e scienziato toscano è probabilmente la persona più geniale mai esistita sulla Terra, un uomo perfino in grado di intuire i nostri desideri e le nostre aspirazioni: “Una volta che avrete imparato a volare, camminerete sulla terra guardando il cielo perché è là che siete stati ed è là che vorrete tornare.”

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Autore dell'articolo

Giorgio Agostini
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