Scienza&Tecnologia — 13 giugno 2018
L’epilogo della Stazione spaziale cinese Tiangong-1

In questo nostro primo appuntamento con la rubrica Scienza e Tecnologia parleremo della storia della stazione spaziale cinese Tiangong-1 e dell’epilogo finale lo scorso 2 Aprile.

La stazione cinese Tiangong-1 (letteralmente Palazzo Celestiale) venne lanciata il 29 Settembre 2011 e doveva rappresentare il primo prototipo cinese di stazione spaziale. Successivamente l’ente spaziale cinese ne ha allungato la vita operativa di altri 2 anni fino ad affermare, nel marzo 2016, la fine del suo impiego.

Cosa è successo dal 2016 ad oggi? E perché nelle scorse settimane sia la Protezione Civile che l’Agenzia Spaziale Italiana si sono interessate alla cosa?

Semplice: poiché da ormai 2 anni la stazione era fuori controllo! Il controllo di volo cinese non riceveva più i dati telemetrici né era in grado di poter correggere la propria traiettoria ed effettuare un rientro programmato nelle acque dell’Oceano Pacifico, in prossimità del cosiddetto Punto Nemo (Nemo Point).

Ma torniamo alla nostra stazione. Gli ingegneri cinesi non hanno ammesso da subito il fatto che la stazione fosse fuori controllo nonostante l’Aerospace Corporation ne stesse monitorando da tempo la traiettoria scoprendo che l’ultimo aggiustamento della rotta risaliva al dicembre 2015 e da più di 2 anni stava lentamente perdendo quota (avvicinandosi alla Terra) e ciò non era affatto un rientro controllato. A questo punto l’Agenzia spaziale cinese ammise che un rientro controllato nelle acque dell’Oceano Pacifico era impossibile.

L’allarme dei giorni scorsi era motivato dal fatto che non si conosceva con esattezza la zona di caduta dei detriti anche se dall’analisi della rotta si sapeva con certezza che potesse interessare delle zone ristrette negli emisferi nord e sud e in una di queste fasce si trovava la nostra penisola (più precisamente le regioni che andavano dalla Toscana alla Calabria). Altra preoccupazione la presenza a bordo di sostanze tossiche (tetrossido di azoto e monometilidrazina).

Il resto è storia di qualche giorno fa, con la stazione cinese che ha iniziato il proprio rientro nell’atmosfera terrestre lo scorso 2 Aprile. La stazione spaziale cinese Tiangong-1 è andata quasi totalmente distrutta nell’impatto con l’atmosfera terrestre avvenuto all’incirca alle 2:16 ore italiane. Quaranta minuti dopo, i frammenti del satellite ormai incendiato sono caduti nelle acque del’Oceano Pacifico del Sud. La notizia è stata data dalle autorità cinesi e confermata dal Joint Force Space Component Command (JFSCC) del Comando strategico degli Stati Uniti.

La stazione spaziale cinese, lunga 12 metri e pesante 7,500 tonnellate, ha concluso così la sua storia, con un finale apocalittico.

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Autore dell'articolo

Giorgio Agostini
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