Cultura Norma — 31 Gennaio 2019
Lepini dal Medioevo al Novecento

Per tutto il mese di gennaio sarà ancora possibile ammirare la mostra fotografica “Monti Lepini. Immagini della cultura visiva tra medioevo e Novecento”, allestita presso la Sala Capitolare dell’Abbazia di Valvisciolo, per la promozione e valorizzazione del patrimonio artistico del territorio lepino.La mostra, inaugurata lo scorso 2 dicembre, è stata presentata al pubblico dal presidente della Compagnia dei Lepini, Quirino Briganti e dal curatore e direttore della Galleria White, Vincenzo Scozzarella, con l’intervento del Priore dell’Abbazia, Padre Andrea Rossi, del presidente del Consiglio Comunale di Sermoneta Antonio Scarsella edell’assessore ai servizi sociali Chiara Caiola.

Tra le immagini delle opere lepine di oggetto sacro che compongono la variegata mostra, compare anche l’ “Annunciazione alla Vergine” checampeggia sull’altare maggiore della Chiesa SS. Annunziata di Norma. L’opera fu realizzata da Aurelio Mariani, pittore originario di Velletri, esattamente un secolo fa. Era infatti il 1919 quando l’opera fu presentata alla comunità di Norma in una particolare occasione: la celebrazione del bicentenario dell’arrivo, nel paese, della sacra immagine della Madonna del Rifugio. Un avvenimento molto importante e sentito per gli abitanti del Balcone dei Lepini, in un momento storico particolare.

La Grande guerra, con la sua scia di distruzione, epidemie, morte, aveva costretto i normesi, tanto devoti a quellaSacra Immagine, a posticipare di due anni i festeggiamenti per ricordarne l’arrivo.

Era infatti il 1717 quando il Beato Antonio Baldinucci, predicando la Parola e recando con sé il quadro della Madonna del Rifugio, giunse a Norma, secondo quanto tramandato, su indicazione della stessa Vergine che, parlando al Beato, avrebbe espresso il volere di recarsi in quel paese sulla rupe, aggiungendo “…ché è gente migliore”.

L’Annunciazione del Mariani è un’opera probabilmente poco conosciuta e apprezzata che, inserita nel panorama delle opere pittoriche lepine raccolte nella mostra di Valvisciolo, acquisisce ed esprime la sua bellezza ed il suo valore di testimonianza artistica del territorio.

La mostra espone non opere originali, ma le loro relative immagini fotografiche, mezzo che ne permette prima di tutto la conoscenza e la possibilità, altrimenti non realizzabile, di poter ammirare riunite nello stesso luogo, opere, per la maggior parte non asportabili, appartenenti a diverse epoche storiche e conservati in diversi paesi del territorio. Oltre a Norma, infatti, i visitatori potranno conoscere e riconoscere opereespressione del ricco panorama artistico e culturale del territorio lepino, conservate a Bassiano, Carpineto Romano, Maenza, Segni, Sermoneta, Sonnino e magari essere invogliati a recarvisi di persona per scoprire con i propri occhi questi luoghi e i loro ulteriori tesori.

Una mostra dunque, che oltre a celebrare il valore e la bellezza artistica del territorio, racconta e mette in evidenza la cultura e l’identità delle comunità che lo compongono: la devozione e i valori religiosi espressi dalle figure di santi raffigurati, il legame con il proprio paese, spesso riconoscibile e rappresentato nelle opere.

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Autore dell'articolo

Beatrice Cappelletti
Beatrice Cappelletti