Lepini — 11 Gennaio 2020
Lepini, Genius Loci e progresso

Un’insigne docente universitaria, nume tutelare della geografia italiana, tempo fa mi disse: “Se vuoi raccontare un territorio che nessuno ha mai narrato, parla del giardino di casa tua”. Focalizzare l’attenzione su un luogo significa infatti enfatizzarne l’identità, primo passo verso la costruzione del senso di appartenenza che è alla base della valorizzazione di ogni contesto. Riconoscersi nel proprio territorio vuol dire averne cura, farlo conoscere, accogliere chi vuole entrarvi in contatto, perché anche lo scambio di esperienze e conoscenze aiuta nel percorso di crescita e sviluppo. La terra pontina sconta un’atavica debolezza da questo punto di vista, perciò va salutata con fervore la notizia della pubblicazione di una prestigiosa guida su Latina e provincia, edita da Repubblica e diffusa su tutto il territorio nazionale. Ancor più perché quella guida entra a far parte di una collana che illustra i luoghi più belli – e noti – d’Italia, innalzando il rango dei nostri borghi, alla pari con le zone maggiormente frequentate dal turismo nazionale e internazionale. La guida di Repubblica racconta il capoluogo, le isole ponziane e gli itinerari costieri che partono dai principali litorali della provincia, come Sabaudia, San Felice Circeo e Sperlonga. Ai Monti Lepini sono dedicate le esplorazioni dell’entroterra, tramite percorsi naturali che abbracciano anche l’Oasi di Ninfa e il Parco Nazionale del Circeo, senza dimenticare gli itinerari archeologici e quelli del gusto, basati sulle eccellenze enogastronomiche del territorio. Insomma, un affresco variopinto ma unitario, in cui il panorama offre un raccordo tra tutte le tipicità della provincia, superando vecchie divisioni, il tutto in un contesto nazionale altrettanto armonico: perché amare la propria terra, esaltare il genius loci, non vuol dire contrapporsi ad altre realtà e altri territori. Anzi, significa nutrire lo stesso entusiasmo nel voler scoprire ciò che non si conosce, cercare il confronto con nuovi ambienti e da esso apprendere, perché solo così si possono creare le basi per un vero e duraturo progresso.

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Andrea Giansanti