Attualità Norma — 17 novembre 2014
L’eredità storica e culturale di Don Fernando De Mei

Norma vista da Norba 2

E’ già trascorso un anno da quando Don Fernando De Mei, sacerdote normese, è venuto a mancare, pochi giorni prima del suo novantottesimo compleanno. Il 4 novembre 2013 se ne è andato silenziosamente e ha lasciato a tutti noi, in particolare ai suoi compaesani, un immenso patrimonio culturale e umano fatto di storie, memorie, documenti, poesie e poemi, frutto delle sue infaticabili ricerche e del suo amore per la conoscenza, per la bellezza e per la vita. Un volto e una figura in grado di trasmettere dolcezza, semplicità, delicatezza, ma anche una grande forza vitale, energia ed entusiasmo. Parroco, professore nel Seminario Diocesano, insegnante di religione, nel 1997 aveva ricevuto la nomina di Protonotario Apostolico dal pontefice Giovanni Paolo II; storico, scrittore, poeta, critico d’arte, aveva ricevuto diversi premi e riconoscimenti per le sue opere, ma per tutti era sempre restato semplicemente Don Fernando, umile normese nato in via Marta, tra i poveri vicoli della “Porticina”, come egli stesso amava ricordare. Ha dedicato la propria vita alla chiesa e alle comunità in cui ha prestato servizio (Velletri, Campoverde, Tor tre ponti, Norma) cercando di infondere il valore della conoscenza storica e artistica del proprio territorio, non in quanto semplice forma di erudizione, ma come valore da custodire, una fonte di arricchimento umano e civile e come mezzo per migliorare il futuro. Dal 1971 fino a poco prima della sua morte, Don Fernando ha pubblicato, senza tenere mai nulla del ricavato, più di trenta volumi: raccolte di poesie, opere di storia relativa ai territori di Velletri, Latina, Cisterna e Norma, traduzioni dal latino di testi storici e archivistici, biografie di storici e religiosi locali, poemi e drammi ispirati alla storia e alle leggende del territorio, una guida di Norma. ma anche temi di attualità come quello della droga. Ogni suo lavoro è frutto di una meticolosa e appassionata ricerca documentaria ed espressione del suo amore per la storia, per la natura, per il proprio paese e le proprie radici, in particolare per l’antica Norba, Ninfa e il monastero di S. Angelo, che egli definiva le sue “perle”: Tuttavia non era un semplice nostalgico, il suo sguardo e il suo pensiero non erano fermi al passato, ma rivolti anche al presente e al futuro, convinto che “la storia insegna ad amare il passato, per vivere meglio il presente ed affrontare con fiducia il futuro”. Sempre attento anche ai temi sociali e civili dell’attualità, scriveva regolarmente su giornali locali e si era dedicato attivamente anche al problema della droga nel paese, tanto da essere proclamato, nel 1997, presidente onorario dell’associazione “L’alba”, volontari contro la droga. Attraverso il suo operato e le sue opere, sempre vive, Don Fernando, con la sua attenta e profonda sensibilità, ci ha fornito i mezzi per portare avanti l’importante “impegno di mantenere l’eredità dei padri, curandola e tenendola con affetto”.

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Autore dell'articolo

Beatrice Cappelletti
Beatrice Cappelletti