Attualità Lepini — 09 Agosto 2019
Lotta al Caporalato, Tpl per i braccianti

La lotta al caporalato in provincia di Latina segna un punto importante, con la presentazione del servizio di Trasporto Pubblico per i braccianti agricoli, realizzato dalla Regione Lazio in collaborazione con i Comuni di Maenza, Roccagorga, Sezze e Priverno. La presentazione ufficiale dell’iniziativa che prenderà il via lunedì prossimo fino al 31 dicembre si è tenuta nel Centro Impiego di Sezze scalo, alla presenza del sindaco di Sezze Sergio Di Raimo, di quello di Roccagorga Nancy Piccaro, accompagnata dal vicesindaco Mario Romanzi, e del consigliere regionale Salvatore La Penna, che hanno accolto i due assessori regionali Enrica Onorati (Agricoltura) e Claudio Di Berardino. Gli esponenti della giunta Zingaretti, nei loro interventi, hanno spiegato quanto sia importante questa iniziativa, sottolineando al contempo come l’esecutivo regionale si stia impegnando insieme al consiglio per realizzare in tempi brevi una legge contro il fenomeno del caporalato. Il servizio, affidato alla ditta Enrico Baratta srl, prevede 6 corse andata e ritorno, 3 in fascia di punta della mattina, 2 in fascia di punta della sera e una in fascia di morbida nel pomeriggio, riuscendo a coprire tutti e 4 i Comuni che hanno aderito al protocollo. Sarà compito del Centro Impiego, invece, gestire le iscrizioni dei braccianti agricoli al servizio, previa presentazione di un contratto di lavoro con le ditte. Al termine della breve presentazione il tour inaugurale nelle campagne dell’Agro Pontino. Sull’argomento sono intervenuti anche i sindacati, con la Flai CGIL di Frosinone – Latina che in una nota ha spiegato: “I primi pulmini partiranno da Sezze Scalo per poi implementarsi nei territori dove maggiormente abbiamo potuto assistere al legame che sussiste tra caporalato e trasporto dei lavoratori. Il trasporto, gratuito, avverrà attraverso l’utilizzo di una piattaforma digitale consultabile con l’app Fairlabor, attraverso cui si consentirà anche l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, secondo un criterio di totale trasparenza. Si tratta – ha affermato il segretario Stefano Morea – di una sperimentazione che ha coinvolto parte del nostro territorio, dove sono presenti oltre un quarto delle aziende agricole dell’intera regione”. Lo stesso Morea ha poi spiegato come quello di ieri mattina sia un piccolo passo che va nella direzione giusta, secondo quella linea che da anni la Flai Cgil segue e che riguarda appunto la lotta al caporalato e all’illegalità: “Non ci si fermeremo qui”, ha concluso Morea.

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Simone Di Giulio