Alimentazione&Salute — 22 ottobre 2018
Mangiare funghi in sicurezza, ecco le 10 regole da seguire

Tra settembre e ottobre i boschi ci donano i preziosi funghi, alimenti particolari che dal punto di vista nutrizionale possono essere considerati come verdure/ortaggi. Sono infatti composti per circa il 90% da acqua e hanno un apporto calorico trascurabile. Contengono però moltissime sostanze nutritive come proteine ad alto valore biologico, sali minerali, vitamine, fibre, glucidi e grassi essenziali.  Tuttavia ingerire un fungo “sbagliato” può essere davvero rischioso. Molte sono infatti le segnalazioni di intossicazione o avvelenamento, anche a causa dell’intensificarsi dell’attività dei cosiddetti “esperti fai da te” che raccolgono e mangiano funghi talvolta senza sottoporli ai dovuti controlli. L’ingestione di alcune delle specie più pericolose (Amanita phalloides, Cortinarius orellanus, Gyromitra esculenta) genera sintomi che si manifestano dopo molte ore (da 6 a 48), quando il danno agli organi interni si è già innescato. I più colpiti sono il fegato e i reni. Altri tipi di funghi possono provocare reazioni “a breve latenza” (fino a 6 ore) come disorientamento e convulsioni o gravi sintomi gastro-enterici con possibili ripercussioni metaboliche. Una buona parte di queste intossicazioni non è dovuta all’ingestione di funghi velenosi, ma a un uso scorretto dei funghi. Spesso, infatti, i funghi vengono mangiati senza un’adeguata cottura, in cattivo stato di conservazione, in fase troppo avanzata di maturazione o in eccessiva quantità. I bambini poi sono più esposti al pericolo. Anche se l’incidenza delle intossicazioni da funghi nei più piccoli è minore rispetto agli adulti, il loro organismo è più sensibile a questo alimento e può venire danneggiato con maggiore facilità.

Per queste ragioni gli esperti del Centro Antiveleni dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno stilato un vademecum per consentire un consumo di funghi senza rischi per la salute.

 IL VADEMECUM

1) Non raccogliere i funghi se non si è in possesso del tesserino autorizzativo

2) Tutti i funghi raccolti – e non acquistati – vanno sottoposti al controllo di commestibilità degli Ispettorati Micologici delle ASL, disponibili in tutto il territorio nazionale

3) Per la raccolta utilizzare contenitori idonei e aerati come i cestini. Non usare buste di plastica

4) Non consumare funghi raccolti lungo le strade o in luoghi che potrebbero essere contaminati (industrie, campi agricoli)

5) Non è vero che i funghi che crescono su gli alberi non sono tossici

6) Consumare funghi in quantità moderate

7) Cuocere i funghi sempre senza coperchio allo scopo di far evaporare le tossine termolabili

8) Nei funghi sott’olio si può sviluppare la tossina botulinica: attenzione alla conservazione

9) Non somministrare funghi a bambini in età prescolare, per la loro immaturità digestiva verso questi alimenti

10) Non ingerire funghi in gravidanza

 

COSA DICE LA LEGGE

Gli esperti del Centro Antiveleni del Bambino Gesù ricordano che la raccolta di funghi è regolata da una legge nazionale (352/1993) che prevede, tra l’altro, il limite massimo di raccolta; l’indicazione degli strumenti da utilizzare; le caratteristiche dei funghi che si possono raccogliere; le modalità di conservazione e trasporto. Inoltre, dal 1 gennaio 2000, tutti i cercatori di funghi devono essere in possesso del tesserino regionale di autorizzazione alla raccolta, rilasciato dall’amministrazione competente dopo aver frequentato un apposito corso di formazione micologica.

IL CENTRO ANTIVELENI DEL BAMBINO GESU’

Il Centro Antiveleni dell’Ospedale Pediatrico della Santa Sede fornisce assistenza informativa in caso di intossicazioni in età pediatrica, consigliando il trattamento terapeutico più adeguato alla situazione. Il Centro ha un numero telefonico dedicato, lo 06 6859.3726. Nel contattarlo bisogna essere in possesso delle seguenti informazioni: età e peso del bambino; tempo intercorso dall’esposizione; nome del prodotto ingerito (in caso di farmaci tenere a portata di mano la confezione); quantità di sostanza assunta (anche approssimativa); sintomi accusati dal bambino.

                                                                                                        Fonte: Ospedale pediatrico Bambino Gesù

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Autore dell'articolo

Laura Guarnacci
Laura Guarnacci

Dietista