Verde&Natura — 21 Aprile 2015
Melissa, pianta benefica venerata dalle api

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Questo mese è dedicato alla Melissa o “Melissa officinalis”, anche chiamata comunemente “Cedronella”, “Apiastro”, “Limoncina” e “Fiore delle api”. Questa pianta erbacea perenne fa parte della famiglia delle Labiate, ha foglie a forma di cuore seghettate e se vengono sfregate sprigionano un’intensa essenza di limone. Il suo habitat originario è l’area mediterranea orientale e fu importata in Europa verso l’anno Mille. Essa può essere scorta in prossimità di vecchie mura e boschi e preferibilmente in luoghi ombreggiati. L’etimologia del nome “Melissa” deriva dal greco e significa “ape”, non è una casualità che questi splendidi insetti siano particolarmente attirati dal nettare dei suoi fiori e dalla sua intensa fragranza di limone. Nella mitologia greca, “Melissa” era la denominazione comune alle sacerdotesse dei culti misterici; si ricorda in particolare una Melissa sacerdotessa di Demetra, straziata dalle proprie consorelle per non aver voluto svelare i misteri del suo culto. Dal suo corpo la dea fece nascere le api, mentre le omicide furono punite con la peste. Melissa era anche il nome della ninfa greca protettrice delle api. Difatti un altro mito classico narra di Apollo e della sua storia d’amore con la ninfa Melissa, della quale s’innamorò perdutamente e trascurò così la guida e il trasporto del carro del Sole facendo quindi cadere sempre di più il mondo nelle tenebre. Allora, Apollo venne punito e la ninfa venne trasformata in un’ape regina.  In epoca romana, la Melissa era considerata sacra alla dea Venere perché aveva la capacità di favorire gli incontri amorosi. Essa rappresenta una delle erbe di San Giovanni e la tradizione consiglia di raccoglierla il 24 giugno affinché sia davvero efficace donando la serenità nell’ambito dei sentimenti. Dioscoride Pedanio, medico e farmacista greco – antico, nella sua opera “Materia medica”, afferma che i fiori di Melissa possano far ritrovare la serenità perduta ed allontanare dal cuore i pensieri negativi. Paracelso affermò che “Non solo il male è stato creato per il nostro corpo, come il veleno, ma anche il bene che protegge la nostra vita, come la Melissa”. Nel Medioevo, era tradizionalmente riconosciuto che la Melissa fosse particolarmente efficace nella cura dei disturbi del cuore soprattutto a causa della forma a cuore delle sue foglie. Difatti, secoli più tardi, fu riconosciuta scientificamente la sua capacità nel calmare la tachicardia di origine nervosa. Avicenna, medico persiano medievale, sosteneva che la Melissa avesse potere antidepressivo rendendo il cuore gioioso e rafforzando l’animo. L’Alcolato di Melissa, o “Acqua di Melissa” inventato dai Carmelitani Scalzi francesi nel 1611, era per le sue proprietà antispasmodiche un rimedio popolare a cui facevano ricorso tutte le classi sociali nei momenti critici della loro vita (dal mal di denti alle sincopi e alle crisi di nervi ). Nel 1725, il medico Kräutermann afferma, nella sua opera destinata all’istruzione popolare “Der Curieuse und vernünfftige Zauber-Artzt”, che la Melissa deve essere mangiata a cena affinché si abbiano dei sogni allegri.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
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