Aprilia Attualità slider — 25 Febbraio 2019
Monumento in ricordo degli emigranti

Il giorno 27 gennaio è stato inaugurato ad Aprilia il monumento all’Emigrante, emblema al merito di aver accolto e integrato gli emigranti nel periodo post bellico. Alle ore 11.00 da Piazza Roma è partito il corteo verso Parco Friuli con la fanfara dei Bersaglieri “Cotterli”, è stato scoperto il monumento all’Emigrante realizzato dal Maestro Claudio Cottiga, poi hanno preso parola le autorità e in chiusura ha suonato la fanfara. Erano presenti alte cariche cittadine, associazioni e comitati di quartiere. Il sindaco Antonio Terra si è speso in questo discorso: “Mi preme innanzitutto rivolgere un caloroso benvenuto ai nostri ospiti, al sindaco di Buja Stefano Bergagna e al presidente del Fogolâr Furlan di Mosca Gabrio Piemonte che è qui in rappresentanza dell’Ente Friuli nel Mondo. Aprilia è una città giovane, sorta appena 82 anni fa in questa terra di confine tra l’agro romano e quello pontino. La sua costruzione e la sua ricostruzione, dopo i bombardamenti che la rasero al suolo nel 1944, è avvenuta grazie al costante lavoro di persone e comunità giunte da diverse regioni italiane. Anche per questo, Aprilia è un esempio bello e riuscito di integrazione: una collettività che ha saputo crescere facendo tesoro delle diversità e dei legami che ciascuna comunità aveva con i propri luoghi di origine. Ma allo stesso tempo scommettendo sull’amore verso questa terra e sui nuovi legami, che ci hanno unito e reso finalmente apriliani. Per tutti questi motivi Aprilia è rimasta sempre una città accogliente, capace di dare ospitalità a quanti, giunti da lontano per lavoro, hanno desiderato costruire qui il proprio futuro e contribuire alla costruzione di un avvenire migliore per i propri figli e per l’intera comunità cittadina. Ne è un esempio proprio la comunità friulana e la famiglia Cotterli, che prima con Adelchi e poi con Romano ha saputo adoperarsi nei tanti risvolti in cui si sviluppa la vita sociale della Città: dalla fanfara dei Bersaglieri alla Protezione Civile, dal Carnevale Apriliano alle tantissime occasioni di incontro e socializzazione, con un’attenzione sempre presente a quanti sono meno fortunati. Tanto da riuscire a mobilitare gli apriliani, persino in occasione del tragico terremoto del 1976, che tanto dolore inflisse alle proprie terre di origine e alle comunità friulane, tra le quali quella di Buja, oggi gemella della nostra Città. Questi sono i motivi per cui a breve avrò l’onore di consegnare a Romano Cotterli il San Michelino, il più alto riconoscimento che la Città di Aprilia attribuisce a quanti si sono spesi nell’interesse della collettività, spesso sacrificando tempo, risorse ed energie, per perseguire il bene comune. Nell’inaugurare questo totem commemorativo, splendida opera del nostro Claudio Cottiga, voglio infine rivolgere un pensiero agli emigranti di oggi, a quanti continuano a lasciare le proprie case e il proprio Paese per cercare, proprio come le prime comunità che giunsero ad Aprilia, un futuro migliore, ma anche una nuova patria, una terra da amare, rispettare e difendere, un futuro da costruire insieme agli altri. Che questo monumento sia un invito costante a scoprirci tutti continuamente ospiti, cioè persone che accolgono perché sono state accolte”. Il Maestro Claudio Cottiga è un artista a tutto tondo cheper le sue opere ricorre a più tecniche su più medium artistici: incisione, pittura e scultura che applica su terracotta, ceramica, legno, marmo e bronzo. Per la città di Aprilia ha realizzato molte opere. Cottiga ha così raccontato la sua opera alta 4 metri: “In questo grande quadro che si sviluppa in senso verticale, ho voluto rappresentare i diversi aspetti dell’emigrante privilegiando la forma simbolica ed emozionale. I personaggi, come nella migliore tradizione classica, sono nudi, indossano solo uno strumento che li caratterizza”. Un’opera che apre una finestra, una semina sulle tracce della nostra storia. Un potente simbolo di speranza e fratellanza.

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Autore dell'articolo

Federica Villanova
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