Attualità Lepini — 14 settembre 2011

“Il terremoto sui Lepini non deve stupire più di tanto ma la zona è sismicamente tranquilla”

Il sismologo Alessandro Amato dell’Istituto Nazionale di Geofisica tranquillizza la popolazione

“I fenomeni sismici registrati in provincia di Latina e in particolare nei pressi dei Monti Lepini sono di piccola entità e non devono stupire più di tanto”. A tranquillizzare la popolazione lepina dopo le scosse di terremoto registrate dal 23 luglio al 2 agosto è Alessandro Amato, sismologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Prevedere dove si scatenerà un terremoto e che forza avrà è un’impresa piuttosto ardua ma l’esperto non ha motivo di alzare l’allarme. “Dai dati geotetici che abbiamo – continua Amato – esiste un movimento di faglie attive ma stiamo parlando di una zona di terzo livello, ovvero molto tranquilla”. Le fasce a rischio sono altre e la storia sismica italiana ne è assoluta testimone: la Toscana, l’Umbria, le Marche, l’Irpinia, la Sicilia. “La criticità sismica dell’Italia è racchiusa grossomodo in quella zona di 30 o 40 chilometri sull’appennino dove si registrano terremoti frequenti” va avanti nella sua disamina il dottor Amato. In altri periodi i Monti Lepini erano stati investiti solo da onde residuali di terremoti sviluppatisi nelle zone limitrofe, in particolare la Ciociaria ma stavolta il fenomeno è tutto nostrano. “Gli epicentri delle scosse – puntualizza ancora Alessandro Amato – erano situati proprio sotto i Lepini e dunque sono terremoti autonomi”. Durante le scosse in alcuni luoghi pubblici della provincia ci sono state scene di vero e proprio panico a causa della disabitudine a fronteggiare terremoti ma proprio il panico è ciò che si deve assolutamente evitare. Le avvertenze e le indicazioni in caso di sisma sono sempre le stesse ma vanno seguite al fine di evitare di procurare guai peggiori del terremoto stesso.  Amato spiega nel dettaglio ecco cosa non fare quando la terra trema. “Innanzi tutto occorre essere consapevoli che possono esserci delle scosse di terremoto ovunque: non ci sono zone sicure. Per i Monti Lepini e la Pianura Pontina il discorso non è diverso. Inoltre il nemico numero uno in caso di terremoto è il panico. Non precipitarsi in modo scomposto alle uscite dei locali pubblici e delle abitazioni private. Infine cercare di non lasciare oggetti in bilico sui balconi”. Durante gli interminabili secondi di un terremoto è sempre difficile essere lucidi ma se spesso è l’unica vera via d’uscita per  evitare drammi. Per collocare correttamente il sisma avvertito sotto i Monti Lepini in una scala di terremoti nazionali e mondiali  è sufficiente gettare uno sguardo in Giappone o negli Stati Uniti dove le faglie si muovono di alcuni centimetri l’anno mentre in Italia solo di pochi millimetri. Se a questo aggiungiamo che la scossa più forte sul nostro territorio è arrivata a 3.5 della scala locale ecco che la situazione non si presenta così alllarmante. “Ci sono luoghi più pericolosi della Pianura Pontina dal punto di vista sismico, potete stare relativamente tranquilli” conclude lo stesso Alessandro Amato  consapevole che le certezze sui terremoti sono poche ma che l’allarmismo è ancor più pericoloso.

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Autore dell'articolo

Fabrizio Agostini
Fabrizio Agostini

Nella mia carriera giornalistica ho collaborato con diverse testate. Ho mosso i primi passi nel gruppo radiofonico Radio Immagine-Radio Latina e li sono rimasto a crescere per un lustro. A seguire ho iniziato collaborazioni con Anteprima Sport, con il Settimanale di Latina, Il Tempo, Mediasport, Il Territorio, SL 48 tv e Sportlatina.it.