Attualità Sermoneta slider — 21 settembre 2018
No di Sermoneta all’impianto per il trattamento dei rifiuti organici

“Questo impianto non serve, soprattutto in questo territorio, non porta alcun vantaggio e crediamo non debba essere realizzato qui”. È questo, in estrema sintesi, il pensiero di Claudio Damiano, sindaco di Sermoneta che lo scorso 28 agosto ha introdotto il tema all’ordine del giorno del consiglio sui temi ambientali che si è svolto all’interno dei locali del Centro anziani di Pontenuovo e che ha visto, tra gli altri, la presenza di Cosimo Peduto, presidente del Consorzio Industriale, e di Carlo Medici, presidente della Provincia, oltre al sindaco di Norma e a rappresentanti dell’amministrazione comunale di Latina, tra i quali l’assessore Lessio. Dopo l’esordio appannaggio del sindaco, la parola è passata ad Anna Rosa Centra, assessore all’Ambiente del Comune sermonetano, che ha spiegato i passi salienti del documento licenziato dalla commissione Ambiente e sottoposto all’approvazione della massima assise cittadina. Nel suo intervento, invece, il capogruppo del Gruppo Misto Gilberto Montechiarello ha sottolineato come anche l’Isde abbia già dato parere negativo sugli effetti della centrale che dovrebbe sorgere in via delle Industrie, nel territorio di Latina ma ad un passo da quello di Sermoneta, che vuole quindi far sentire la sua voce. Medesimo concetto è stato espresso anche da Emanuele Agostini, che ha ricordato come il piano provinciale dei rifiuti preveda altro, non una centrale di questo tipo. Tra i relatori, naturalmente, anche Carlo Medici, che nel suo intervento ha posto l’attenzione sulla dicotomia tra pubblico e privato, spiegando come si possa considerare in accordo con la libera impresa, ma con sistemi di controllo, di competenza degli amministratori pubblici. Un caso che, però, potrebbe non verificarsi all’impianto della Recall che, come confermato anche da Roberto Lessio, ha tutto il diritto, nella normativa vigente, di essere realizzato ed entrare in funzione. Dal canto suo il comitato spontaneo di cittadini che ha già raccolto 2.000 firme perché l’impianto non venga realizzato, ha confermato che proseguirà nella sua battaglia: “Nonostante tutto – ha spiegato il presidente Marco Gubbioli – noi continueremo la nostra lotta a difesa del nostro territorio, forti delle oltre 2000 firme raccolte tra i cittadini. Se servirà, arriveremo anche di fronte al Tar per far valere il diritto alla salute”.

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Autore dell'articolo

Simone Di Giulio