Attualità Latina — 28 Maggio 2020
Novità per i lavoratori dello spettacolo

“Esiste un altro mondo fatto di tecnici e operatori, che rendono possibile gli spettacoli e che ora sembrano invisibili agli occhi della politica, ma vorrei dire che sono stati invisibili anche negli anni scorsi. Un universo di lavoratori che riguarda non solo i tecnici, ma anche le piccole compagnie composte da attori, che non solo non hanno la fortuna di esibirsi alla Scala di Milano, ma non hanno alcun tipo di ammortizzatore sociale e vivono di partite Iva. Siamo stati la prima categoria a fermarci a causa del Covid-19 e saremo gli ultimi a ripartire”. A farsi portavoce dei diritti di coloro che lavorano per assicurare momenti di svago a tutti noi è questa volta il rapper Frankie Hi-Nrg all’indomani della notizia circa le numerose domande respinte dall’INPS, inoltrate dai lavoratori dello spettacolo, poiché prive del requisito richiesto, ossia il raggiungimento delle 30 giornate lavorative nel 2019. Il decreto Cura Italia aveva previsto un bonus di 600 euro ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello Spettacolo, con reddito non superiore a 50mila euro e contributi giornalieri che siano almeno pari a 30 per il 2019. Disposizioni confermate anche dalla circolare numero 49 del 30 marzo 2020 dell’INPS.

La realtà dei fatti è però ben diversa. Esiste un esercito di “prestatori d’opera” costretto a retribuzioni da fame, che lavora “a chiamata” e che quindi spesso non arriva a totalizzare le 30 giornate di contributi richieste dal Decreto e dall’INPS. Il Decreto Maggio dovrebbe rispondere anche a questo, abbassando di fatto il tetto delle 30 giornate, riducendolo a 15 da cui derivi un reddito non superiore ai 35mila euro.

Le iniziative a sostegno del comparto dello spettacolo si sono in questi giorni moltiplicate e come ogni iniziativa che si rispetti anche questa ha i suoi hashtag; #redditodiquarantena #tuttisullostessopalco #esistoanchio.

Dunque, non ci resta che attendere, la conferma delle nuove disposizioni.

E chi in questi giorni ci ha fatto comprendere ancora una volta il valore di ciò che l’emergenza sanitaria rischia di farci perdere è Papa Francesco che nel rispondere ad una lettera inoltrata da Sandro Veronesi, scrittore e fratello del regista Giovanni, a nome di numerosi artisti italiani, durante l’omelia del 7 maggio a Santa Marta ha ricordato al mondo che, come diceva Dostoevskij, può salvarsi solo con la bellezza: «Ieri ho ricevuto una lettera di un gruppo di artisti: ringraziavano per la preghiera che noi abbiamo fatto per loro. Vorrei chiedere al Signore che li benedica perché gli artisti ci fanno capire cosa è la bellezza, e senza il bello il Vangelo non si può capire».

L’augurio per tutti è quello di ripartire presto più “belli” e forti di prima.

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Autore dell'articolo

Silvia Frisina
Silvia Frisina