Attualità Sezze slider — 25 Giugno 2020
Omicidio Di Rosa, Sezze non dimentica

Lo scorso 28 maggio, nonostante le restrizioni imposte dal Covid-19, l’amministrazione comunale di Sezze ha voluto celebrare il quarantaquattresimo anniversario dalla morte del concittadino Luigi di Rosa, assassinato brutalmente, con un colpo di pistola, durante un comizio politico nel 1976.

In quel periodo l’Italia era disseminata di comizi elettorali in vista delle elezioni politiche del 20 giugno.

Sezze, tradizionalmente antifascista, quel giorno ospitava Sandro Saccucci, un importante esponente del Movimento Sociale Italiano.

Saccucci, accompagnato da un corteo di circa otto macchine, arrivò a Sezze nel tardo pomeriggio, diretto verso Piazza IV Novembre dove era previsto il comizio.

Sin dai primi momenti, si avvertì una certa tensione da parte dei numerosi esponenti di Lotta Continua, FGCI e gruppi studenteschi presenti in piazza mentre Saccucci, che era a Sezze soprattutto per provocare, dal palco arrivò addirittura a sparare dei colpi di pistola per poi darsi alla fuga col suo corteo di fedelissimi.

Mentre si dirigevano fuori da Sezze, all’altezza di “Ferro di cavallo”, un proiettile, esploso dall’auto di Saccucci, colpì alla gamba sinistrail giovane militante di Lotta Continua Antonio Spirito e, quasi contemporaneamente, un altro colpo raggiunse Luigi Di Rosa che morì circa due ore dopo in ospedale.

Secondo le indagini balistiche sembra che, ad uccidere il ragazzo sia stato il colpo, esploso da un’altra pistola, che lo raggiunse al basso ventre.

Luigi Di Rosa aveva ventuno anni, frequentava l’ultimo anno di un istituto tecnico di Latina e, come suo padre, era militante del PCI ed iscritto alla FGCI.

Più volte si è tentato di infangare la sua memoria: vari sono stati gli attentati a danno allascultura bronzea dell’artista Reza Oliache l’Amministrazione Comunale, in occasione del primo anniversario dalla morte del giovane, volle far realizzare in ricordo delle vittime dell’antifascismo.

Il 2 novembre 1978 ne fu addirittura profanata la tomba con scritte di vernice inneggianti l’odio politico.

La cosa più raccapricciante è che, rispetto a questi atti e alla morte del ragazzo, nessuno ha mai pagato veramente.

Lo stesso Saccucci, dopo essere fuggito in Inghilterra e in altri Paesi europei, sembra viva in America Latina nonostante, da un punto di vista penale, sia stato assolto in ultima istanza.

Sezze non vuole dimenticare questa brutta vicenda anzi, continua a ricordare Luigi Di Rosa, ogni anno, anche grazie al Premio Nazionale di Storia Contemporanea Luigi Di Rosa, promosso dall’Associazione culturale no-profit Araba Fenice di Sezze, con il patrocinio e la collaborazione del Dipartimento Di Scienze Storiche dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Nessuna motivazione, tantomeno politica, può giustificare la morte di un ragazzo poco più che ventenne che ha lasciato un vuoto incolmabile nella famiglia e in una comunità intera.

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Daniela De Angelis