Attualità Sezze — 17 Aprile 2020
Origine ed evoluzione del Covid-19

Per coronavirus s’intende una vasta famiglia di virus che causa dal comune raffreddore a malattie più gravi quali la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

Il Covid-19, che tutti conosciamo, ha avuto il suo primo focolaio a Wuhan nella Provincia cinese dell’Hubei lo scorso dicembre e, dopo che migliaia di persone sono risultate contagiate in tutto il mondo, l’11 marzo 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato lo stato di pandemia.

Quando si parla di pandemia il ricordo va, inevitabilmente, ad un’altra influenza che scoppiò tra il 1918 e il 1920 e che, secondo le stime, causò la morte di più di cinquanta milioni di persone su una popolazione mondiale che, a quei tempi, era di circa due miliardi.

La spagnola è così denominata perché fu la Spagna che, non essendo coinvolta nel primo conflitto mondiale e quindi non soggetta alla censura di guerra, poté darne notizia.

A differenza della spagnola che colpiva soprattutto giovani adulti precedentemente sani, la nuova pandemia interessa per lo più persone anziane e quelle con un sistema immunitario debole ma non risparmia neppure i giovani.

Con il Covid-19, così come accadeva per l’influenza spagnola, spesso la morte sopraggiunge a causa della polmonite ma, a differenza di questa, si sta diffondendo più velocemente nel mondo anche grazie all’esistenza di mezzi di trasporto più evoluti rispetto all’epoca.

Purtroppo, oggi come allora, soprattutto all’inizio del contagio, molti hanno erroneamente pensato che questa nuova pandemia fosse circoscritta ai primi Paesi in cui s’era manifestata.

In questi mesi si sta scrivendo una triste pagina della storia contemporanea: innumerevoli sono i contagiati e i morti e tutti i Paesi stanno cercando di organizzarsi per fronteggiare l’emergenza.

In Italia le strutture sanitarie, soprattutto al nord, sono al collasso e nelle altre regioni ci si ingegna per ottimizzare le risorse a disposizione.

A Latina per esempio, dove l’attività ospedaliera del Santa Maria Goretti è sempre più concentrata sulla gestione dei casi Covid-19, la ASL ha previsto, per il 31 marzo 2020, l’allestimento di dodici posti letto per pazienti a bassa intensità di cura più quattro per i medici di medicina generale, presso la struttura della Casa della Salute di Sezze che fu Ospedale “San Carlo” chiuso ormai da anni.

A Sezze, come in tutti i comuni italiani, numerose sono le iniziative adottate dalle istituzioni ma anche dai privati per fronteggiare le difficoltà legate al coronavirus: Padre Damiano, parroco della Cattedrale Santa Maria, ogni giorno alle ore 18, con l’ausilio di altoparlanti, organizza un momento di preghiera con dirette Facebook (profilo Cattedrale di Sezze); ricordiamo i titolari di pizzerie e ristoranti che si sono attivati con consegne a domicilio così come i supermercati e i negozi di generi alimentari; per seguire in tempo reale i dati ufficiali emanati dalla Protezione Civile, l’informatico di Sezze Alessandro Rossi ha ideato un’app per Android, IOS e Web capace di fornire anche nuove metriche, grafici e mappa dei contagi.

Nella speranza di tornare presto alla normalità, continuiamo a restare a casa così da impedire al virus di propagarsi oltremodo.

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Daniela De Angelis