Attualità Sezze slider — 17 Dicembre 2020
Ospedale San Carlo, occasione di rilancio

L’anno 2020, ormai quasi terminato, lo ricorderemo a lungo per essere stato un anno, non solo bisestile ma soprattutto funesto.

Il Covid-19 ha monopolizzato le nostre vite facendo emergere le fragilità e i limiti di un sistema sanitario impreparato, specie nella prima ondata di marzo, ad accogliere e gestire l’emergenza.

In Italia e nel resto del mondo, sono state poste in essere misure straordinarie per incrementare la disponibilità di posti letto per accogliere i malati di coronavirus.

Interi reparti di ospedali sono stati riconvertiti andando a discapito dei malati no-covid che, in questo momento, sono sempre più relegati in piccoli spazi e, come accade in alcuni ospedali, fatti convivere nel pronto soccorso insieme ai malati covid.

La situazione, ovviamente, rischia di degenerare e, fintanto che non diminuiranno i contagi, sarà sempre più difficile garantire a tutti le dovute cure.

È per questo che, nella provincia di Latina, si moltiplicano le richieste, da parte dei cittadini ma anche delle amministrazioni, di riaprire i tanti ospedali chiusi da anni ma che, in questo momento, potrebbero rappresentare la soluzione migliore per far fronte a questa emergenza.

Tra gli ospedali che potrebbero essere riaperti, spicca sicuramente l’ex ospedale San Carlo, oggi casa della salute di Sezze – Monti Lepini.

La struttura è costituita da un ex conventoappartenuto originariamente ai monaci cistercensi edonato, successivamente, da Bonifacio VIII ai frati conventuali.

Dopo l’unità d’Italia, nel 1873 il convento fu chiuso e, nel 1880, su concessione governativa, fu trasformato dalle autorità municipali di Sezze in ospedale.

Accanto all’ex ospedale c’è la Chiesa di San Bartolomeo, patrimonio del F.E.C. (fondo edifici di culto) gestito dal Ministero dell’interno.

L’ospedale di Sezzedivenne,a partire dagli anni ’70, struttura all’avanguardia e punto di riferimento per i sezzesi ma anche per i tanti che, da altri paesi dei Monti Lepini e dell’intera provincia, a Sezze venivano a curarsi.

La sua storia termina quando, per effetto del DCA 80/2010 della regione Lazio,da presidio ospedaliero diventa presidio distrettuale, con esclusiva attività ambulatoriale.

Oggi, attraverso una petizione online,si stanno raccogliendole firme per sostenerne la riapertura.

L’obiettivo principale, data l’emergenza legata alla pandemia, è quello di “alleggerire” l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, da anni ormai uno dei pochi ospedali dell’intera provincia.

Con il contributo di noi tutti, un periodo doloroso e traumatico come quello che stiamo vivendo potrebbe essere l’occasione, indiretta, per far sì che Sezze si riappropri di un pezzo importante della sua storia.

Una riapertura porterebbeal ripristino di un servizio necessario per l’intera popolazione e rappresenterebbe un’occasione per creare nuovi posti di lavoro, nel breve e nel lungo termine.

A supporto di questa importante causa, auspichiamo un intervento da parte dell’amministrazione comunale di Sezze così che la voce del popolo possa essere ancor più forte ed incisiva e, tutti insieme, si riesca a raggiungere l’obiettivo.

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Daniela De Angelis