Attualità Norma — 28 dicembre 2016
Padre Saggi e quell’eredità umana e culturale

Era il 4 dicembre 1981 quando venne a mancare, all’età di settant’anni, Padre Annibale Gabriele Saggi, sacerdote carmelitano che contribuì con la sua opera, la sua ricerca, le sue arti e la sua stessa esistenza, alla conoscenza e divulgazione del patrimonio storico ed archeologico del suo paese natìo, Norma. Per una strana coincidenza del destino egli lasciò questo mondo, proprio nel giorno in cui si celebrava la festa in onore di Santa Barbara, patrona del suo amato paese che, “nella radiosa cerchia dei Lepini, si siede come un balcone”. Dopo trentacinque anni dalla sua scomparsa, restano i suoi insegnamenti, le sue opere artistiche, letterarie, storiche, frutto di un animo ricco e sempre proteso al sapere e alla ricerca della bellezza. Basta entrare nella Chiesa SS. Annunziata di Norma per avere la percezione di quanto grande fosse la sua maestria e di quanto fosse viscerale l’amore per il proprio paese e per i propri compaesani. Egli infatti, giovane sacerdote, si incaricò di ridipingere la volta della chiesa, danneggiata dalla seconda guerra mondiale. Nel riprodurre le figure dei profeti , degli angeli e dei santi, Padre Saggi scelse di inserire i volti dei normesi che, da anonimi umili contadini, pastori e artigiani, divennero così protagonisti non solo di un’opera artistica, ma di un’impresa di ricostruzione e di rinascita civile e sociale suggellata dai valori religiosi e dalla bellezza dell’arte. Una celebrazione di Norma attraverso i suoi abitanti, ma anche attraverso la riproduzione dei suoi paesaggi e del suo ambiente naturale. La natura è sempre presente anche nelle tante poesie del sacerdote normese, spesso dedicate a fiori e piante tipiche del territorio. Pittore, scrittore, mosaicista, ceramista e fotografo, Padre Saggi era anche un profondo conoscitore della storia. Infatti le sue ricerche e le sue pubblicazioni sono spesso incentrate proprio sulla storia e sull’archeologia: non si limitava infatti allo studio dei testi e delle fonti scritte, ma andava alla ricerca delle testimonianze, delle tracce materiali attraverso cui poter leggere e conoscere il passato. Egli fu un fervente e stimato operatore e divulgatore culturale, orgoglioso della propria terra e della sua storia. Norba e le sue vestigia sono tra i protagonisti assoluti delle sue opere e delle sue ricerche descritte, con linguaggio semplice e chiaro, nel corso di conferenze dedicate, in primo luogo, ai cittadini. Con le sue intuizioni, il suo sapiente e attento studio, la sua dedizione, Padre Saggi, già dagli anni Settanta, ha contribuito in maniera determinante a far conoscere la storia di Norba e di Norma per far si che essa venisse alla luce e che divenisse e fosse davvero sentita patrimonio ed eredità di tutti i normesi. Oggi il museo civico archeologico di Norma, istituito nel 1995, porta il suo nome, in onore della sua instancabile ricerca, dei suoi sogni e progetti per Norba, dando la possibilità a tutti di apprezzarne l’importanza storica e magari di poterla guardare con i suoi occhi attenti e sempre pieni di stupore, ricordando che “l’uomo, se vuole, fa fiorir l’immenso, può accogliere sapienza e poesia; e come in un turibolo l’incenso/s’innalza al cielo in una grande scia”.

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Autore dell'articolo

Beatrice Cappelletti
Beatrice Cappelletti