Alberto Manzetti

Contatti

Alberto Manzetti, via Sabaudia n. 7 04100 Latina
Tel.: 0773/481728
Cell.: 3296905918
E-mail: m.alberto2009@libero.it

Biografia

Nato a Sant’Elia a Pianisi (CB) nel 1934, si diploma al Liceo Artistico di via Ripetta a Roma. Docente di disegno e storia dell’arte, dal 1965 risiede a Latina (Via Sabaudia, 7) con studio in via degli Aurunci. Negli anni Sessanta partecipa al Movimento Romano di Figurazione ed Astrazione concettuale, classificandosi ai primi posti nelle edizioni del “Premio Città di Termoli”. Nel Settanta vince a Milano il premio di pittura Neoespressionista e il Premio Lombardia. Partecipa più volte all’arte fiera di Padova e Bologna. Si è classificato ai primi posti ai premi annuali di pittura al Palazzo della Cultura di Latina. Nel ’93 è premiato a Roma al Ridotto della Galleria Nazionale. Nel 2006 ha partecipato a Venezia alla mostra “Una città da salvare”. Dodici sono attualmente le pinacoteche che conservano le sue opere (a Latina, alla Galleria d’Arte Moderna).

Opere

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Critica 

Note stilistiche: costante indagine del rapporto spazio oggetto per cui la profondità è risolta solo sul piano bidimensionale: volumi e profondità prospettiche sono così affidate all’equilibrio cromatico di superfici piane contrapposte. Rigore formale e ricerca strutturale dello spazio.

Essenzialità dell’oggetto geometrizzato (vago richiamo al cubismo sintetico di Picasso).

Il Paesaggio: una griglia geometrica di edifici fortemente cromatizzati, blocchi di cristallo in uno spazio bidimensionale freddo e concluso. La natura (alberi, foglie, fiori) espressa per simboli geometrici, è rarefatta, essenziale. Inquietanti presenze cosmiche e veloci meteore solcano il cielo plumbeo, quasi a presagire l’oscura minaccia che incombe sull’umano degrado dell’ambiente.

La città: una moderna favola di salvezza è affidata al ciclo sulla “città da salvare”: colombe, farfalle, aquiloni e palloncini salvano le città contaminate. Volano brandelli di case e cose sospese da esili fili.

Le nature morte: fiori e frutti su piani specchiati fluttuano nello spazio siderale. Privi di gravità si pongono come residui cosmici di un satellite impazzito.

Storia di Ebe: esperienza visionaria ed onirica della donna – uccello.

I legni della Mesoamerica: ricerca espressiva e recupero oggettuale (non storico) della cultura pre-colombiana attraverso stilemi concettuali.

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