Stefania Ciranna

Biografia

Stefania Ciranna si diploma al Liceo artistico di Latina, e continua gli studi artistici nel campo scenografico e grafico pubblicitario con studi conseguiti al IED di Roma, lavora nella azienda Editoriale Editrice Ciranna- Roma, e agenzie Pubblicitarie ed partecipa da subito a mostre collettive ovunque con le sue opere. Espone dal 1990, collettive e personali. Le sue opere sono sempre in evoluzione e il suo spirito di ricerca sia nel segno e tecnica come la capacità di osservare sempre l’umanità con occhi diversi.

L’artista, sempre rapita dalla figura umana, scatta come “un obiettivo pittorico” immagini che velocemente trasferisce sulla carta, la millerighe povera, raccontando storie di un mondo sospeso fra la terra e il cielo che la porteranno a farsi conoscere e riconoscere con una sua simbologia e segno lasciando un impronta.

Nel 1995 Inaugura la sua Prima personale nella “Galleria Della Tartaruga” via Sistina Roma, con la critica d’arte Berenice (Jolena Baldini). L’attenzione del pubblico e i consensi favorevoli la portano a continuare la sua strada di pittrice.

Ha ricevuto premi e catturato l’attenzione della critica sia sul territorio locale e regionale che nazionale.

Vincitrice del concorso per la realizzazione del Drappo in onore della Madonna de Soccorso di Cori disputato il 29 Giugno 2014 assegnato alla vittoria di Porta Ninfina.

Attualmente invitata dall’Associazione culturale ANAGMA è in esposizione con le sue opere a fare da cornice con le sue installazioni nel Castello di San Martino con la personale “Frammenti di un discorso affettuoso” le carte millerighe in tre tappe arricchendo l’evento della comica Maria Bolignano, il concerto della Big Band The Showers e ultima tappa 30 Agosto 2014 il cantautore Eugenio Finardi.

Le sue opere sono esposte in Italia e all’estero, e sono presenti in collezioni private e pubbliche.

Opere

Come te mi vuoiCome te mi vuoi

DiamanteDiamante

Critica  di Sveva Battifoglia

Hanno titoli sognanti i dipinti di Stefania Ciranna, l’artista nata a Latina i toni squillanti e l’accostamento di colori puri fanno di lei una “fauve” contemporanea. Esiste quindi una visione profonda che va al di là di uno sguardo superficiale: i quadri dell’artista chiedono di essere indagati con attenzione, contemplati nel profondo, l’intento è nobile, le opere non vanno viste con gli occhi, né analizzate tramite l’intelletto ma vanno indagate con il cuore, con la parte sensibile e forse incorrotta che ancora risiede nell’essere umano. E dal punto di vista figurativo i soggetti sono tra i più disparati, sebbene essi siano tutti rubati dalla realtà ma trasfigurati in atmosfere sognanti e tutti legati indissolubilmente alla sfera dell’inconscio, perché se noi non siamo e non saremo mai liberi dalla realtà materiale, l’arte lo è sicuramente. E così attraverso i suoi semplici mezzi, che altro non sono poi che linea e colore, l’artista diventa filantropo e dalla sua posizione privilegiata si addossa l’onere di fornire realtà “altre” che siano di rifugio e consolazione; se prima l’artista era ai margini della società, questo soprattutto se pensiamo alla stragrande massa di artisti contemporanei validi ma che fanno fatica ad inserirsi, adesso è “nella”, e “per” la società. La surrealtà è in ogni caso la chiave che aprirà la strada alla verità. Sta all’artista fornirla e sta allo spettatore accoglierla. Questa visione positiva non può prescindere da una generale aria di festa e di allegria che caratterizza tutta la produzione della Ciranna: perché se il fine è la felicità dell’uomo, essa non si può raggiungere con i toni scuri della tristezza e dell’angoscia, con quelli è stato già dipinto da troppo tempo, il mondo.

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