Attualità Sezze slider — 04 marzo 2013
Progetto “Nuova 156” su un binario morto

Un tratto di strada così importante non è stato completato nè è stato messo in sicurezza sul tratto Sezze Scalo-Priverno

La realizzazione di queste infrastrutture indispensabili per la sicurezza, dopo i vari incidenti stradali verificatisi nella zona, è divenuta una priorità

Tutti coloro che viaggiano ai piedi dei Monti Lepini si trovano ad attraversare la 156, che una volta era Strada Statale ed ora si è trasformata in Strada Regionale, e sapranno che dopo un primo tratto nuovo, che da Sezze Scalo arriva sotto Priverno, si interrompe bruscamente costringendo il guidatore ad una svolta a sinistra in una strettoia per immettersi sulla vecchia strada 156.

Il progetto di “Adeguamento della SS 156 dei Monti Lepini” rappresenta uno dei segmenti secondari del “Corridoio Plurimodale Tirrenico-Nord Europa” e assicura il collegamento dell’asse pontino, in prosecuzione verso sud della direttrice Civitavecchia-Roma, all’autostrada A1 e quindi all’asse Napoli Salerno Reggio Calabria. Complessivamente è articolato in 4 tratte: Frosinone Prossedi (lotto 4); Prossedi Priverno (lotto 1); Priverno Sezze (lotto 2); Sezze Latina (lotto 3). Attualmente risultano ultimati e aperti al traffico i lotti 1 (luglio 2008) e 2 (marzo 2010), mentre il terzo e il quarto sono dotati di progettazione. L’intervento approvato dal CIPE è il lotto 2, Priverno-Sezze, si sviluppa in di 6,62 km. In seguito al decreto legislativo n.112 del 1998, dal 1o febbraio 2002 la gestione delle strade è passata alla Regione Lazio, che poi ha devoluto le competenze alla Provincia di Frosinone e alla Provincia di Latina per le tratte territorialmente competenti. Mentre dal 5 marzo 2007 la società Astral ha acquisito la titolarità di concessionario del tratto laziale. Successivamente alla variazione della gestione della viabilità, è stato realizzato il nuovo tracciato che aveva il compito principale di evitare l’attraversamento dei centri abitati come Sezze Scalo con la conseguente diminuzione del traffico, in particolar modo il transito dei mezzi pesanti. Nel marzo 2010 si è dato risalto all’avvenimento con l’inaugurazione dei 6,62 chilometri, tratto che dallo svincolo della Stazione di Sezze termina presso il lago delle Mole Muti con una repentina deviazione. Lo stato di attuazione dei lavori risulta al 31 maggio 2011 pari all’87,4%.

Quindi alcuni passi sono stati fatti per la realizzazione dell’opera ma sono già intervenute due interruzioni di cui l’ultima non sembra avere fine. Il ritardo iniziale si è verificato per ritrovi archeologici, per una variazione nord ovest. per lo scavalco ferrovia. Successivamente l’appaltatore ha sospeso i lavori a causa della mancata liquidazione da parte della Regione Lazio dei certificati di pagamento per un importo maggiore ad un quarto del contratto.

L’interrogazione di alcuni consiglieri della Regione Lazio vertevano proprio su questa situazione che riguarda anche noi utenti della strada. Veniva chiesto alla giunta regionale tra le altre cose: «Quali sono le opere accessorie da realizzare alla variante, considerando che il tratto in questione è costeggiato, quasi per intero, dalla ferrovia Roma Napoli da un lato e dall’altro dalle Sorgenti delle Sardellane, che forniscono acqua potabile a tutto il Pontino; se è stato tenuto conto in questo progetto di variante dell’impatto ambientale, posta l’immediata vicinanza delle falde acquifere, se prima e durante la messa in esecuzione del progetto relativo alla nuova 156 siano stati eseguiti rilievi idrogeologici e chi li ha eseguiti». La risposta nel maggio 2011 è stata vaga e non ha fornito alcuna notizia certa. Ne riportiamo alcuni tratti salienti: Quesito n.1 se nel tratto di strada della variante S.R. 156 da Sezze Scalo a Ceriara, i lavori sono stati conclusi, ovvero quando è prevista la loro conclusione: I lavori non sono conclusi, e sono previsti otto -dieci mesi a partire dall’approvazione della terza perizia di variante.

Quesito n.3 Se è prevista una variante al progetto iniziale nel tratto in prossimità delle sorgenti delle “Sardellane”, tra il km. 33+00 e 36+00 del vecchio tracciato, e se risulta vero che in detta località sulla quale è in via di realizzazione un ponte sul fiume Ufènte, per il nuovo tracciato della S.R. 156 Var. adiacente quello della ferrovia, si procede a sondaggi del terreno a causa del mancato assestamento del terreno di riporto, che sta causando continui cedimenti del nuovo tratto stradale e del nuovo ponte; E’ prevista una variante. Non esistono cedimenti sul ponte e sulle opere strutturali in genere. Sono stati eseguiti i sondaggi per determinare una soluzione idonea al contenimento di cedimenti sul rilevato stradale.

Agli abitanti del territorio ed ai numerosi viaggiatori interessano i fatti. La realizzazione di queste infrastrutture indispensabili per la sicurezza, dopo i vari incidenti stradali verificatisi nella zona, è divenuta una priorità. Importantissimo il collegamento viario tra i capoluoghi di Latina e Frosinone per lo sviluppo economico nettamente in declino. Purtroppo non vediamo soluzioni a breve termine perché la giunta della Regione Lazio attualmente si trova in fase di cambiamento ma anche dopo le elezioni siamo scettici su concreti finanziamenti a disposizione di questa viabilità. Era facilmente prevedibile che il passaggio della viabilità su di una zona lacustre avrebbe richiesto rilevazioni, competenze e stanziamenti di denaro ingenti. Perchè non è stato evidenziato in fase di progettazione una problematica tanto importante? E giunti a questa situazione, quando dovrebbe essere completata quest’opera?

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Autore dell'articolo

Marcella Campagnaro
Marcella Campagnaro