Cultura Sezze — 22 settembre 2015
Quegli indimenticabili pellegrinaggi alla SS Trinità

Pellegrini-a-piedi-al-santuario-della-Santissima-Trinità-di-Vallepietra-3

Da sempre a Sezze si conserva la tradizione di andare in pellegrinaggio ai santuari. Ricordiamo ad esempio quello di San Cataldo a Supino, la Madonna della Delibera di Terracina, il Crocifisso di Bassiano e la SS Trinità di Vallepietra.

In passato, i pellegrinaggi oltre a rappresentare un momento di preghiera e raccoglimento per la comunità, erano l’occasione per i fedeli di far visita ai parenti quando, durante il viaggio, passavano per i paesi di origine.

La visita al Santuario della SS Trinità di Vallepietra è particolarmente sentita dalla gente di Sezze. Basti pensare che, solo da Suso, già dai primi anni del ‘900, partivano tre gruppi di fedeli: Chiesa Nuova, Crocemoschitto e Casali. Ho avuto il piacere di incontrare il signor Pasquale Marchetti, classe 1933, che mi ha raccontato con orgoglio la sua lunga esperienza di pellegrino iniziata nel 1952. Pasquale mi ha parlato, con una certa nostalgia, di quando, fino al 1956, a Vallepietra ci si andava a piedi. Il pellegrinaggio era fissato per la domenica in cui, da calendario, si festeggiava la SS Trinità. Ci si dava appuntamento al Cimitero di Sezze alle sette del venerdì mattina. Passando per via Roccagorga, dove s’incontravano i pellegrini delle altre contrade, si attraversava Maenza per arrivare a Supino dove si faceva visita al santuario di San Cataldo. La sera si trovava ristoro nelle chiese di Ferentino e, intorno alle due della notte si ripartiva. Si passava a Fumone, al lago di Canterno, per arrivare agli Altipiani di Arcinazzo. Prendendo una scorciatoia si attraversava il Ponte dei Setacciari e alle sedici del sabato si arrivava al paese di Vallepietra. Dopo una sosta, verso le due di notte si ripartiva per arrivare al santuario un paio di ore più tardi dove, in fila, si aspettava per entrare. Sul balconcino del Santuario, tredici zitelle provenienti dal paese di Subiaco, recitavano la Passione di Cristo. Camminando inginocchiati, si entrava in chiesa per la Santa messa e, verso mezzogiorno si ripartiva per fare ritorno a casa.

Il martedì sera, finalmente si arrivava a Sezze. Su Via Roccagorga, i familiari aspettavano i pellegrini offrendo loro da mangiare. Prima di rincasare, si faceva una sosta nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie nel cimitero di Sezze per riporre lo stendardo. I Pellegrini di Suso facevano quasi tutto il percorso insieme. A Carpineto quelli dei Casali passavano a Norma e quelli di Chiesa Nuova si salutavano con gli altri ai Boccioni. Pasquale è stato capogruppo di Crocemoschitto dal 1954 fino al 2013. Nel 2005 il suo gruppo ha deposto una croce tuttora presente a Vallepietra.

Pasquale mi ha raccontato che durante il tragitto, oltre a pregare, si cantavano le canzoni dedicate a Sant’Anna e alla SS Trinità. La fatica era tanta e i mezzi a disposizione erano pochi: da mangiare si portava un po’ di pane duro e cipolla e quando si arrivava a Vallepietra, se si riusciva a trovare posto nelle piccole osterie, si poteva mangiare anche un piatto di minestra calda. Le scarpe, spesso bucate già alla partenza, venivano sistemate dai frati quando si passava a Fiuggi. La fede faceva sopportare ogni difficoltà e la gente affrontava volentieri il lungo viaggio sapendo che, dopo cinque giorni di cammino, si tornava a casa stremati ma felici.

(Visited 304 times, 1 visits today)

Articoli correlati

Condividi

Autore dell'articolo

Daniela De Angelis