Cultura Sezze slider — 02 maggio 2018
Riscoprire il dialetto a teatro

Anche quest’anno “I Turapitto” ha partecipato alla rassegna teatrale che si svolge presso l’Auditorium Mario Costa di Sezze a partire da novembre fino ai mesi di febbraio-marzo e che ospita diverse compagnie teatrali, locali e non, che si cimentano, con successo, nell’arte del teatro amatoriale.
I Turapitto è un’associazione culturale nata a Sezze nel 2011 e composta da un gruppo di giovani accomunati dalla volontà di riscoprire e tramandare le tradizioni locali. Il teatro dialettale rappresenta uno degli strumenti che utilizzano per riproporre aneddoti di una Sezze che appartiene al passato.
Lo spettacolo, intitolato “Una vincita al totocalcio” è stato presentato lo scorso 11 marzo nell’ambito della rassegna e, fuori abbonamento, in replica il 18 marzo. La commedia, ispirata all’omonima opera del defunto scrittore setino Avvocato Antonio Campoli, è stata rivisitata e completata, in alcune sue parti, dal regista Piero Formicuccia che ha saputo modellarla creando un’opera inedita dallo spirito leggero e divertente come è nello stile del Turapitto. Un pubblico numeroso, sia al primo appuntamento che in occasione della replica, ha potuto trascorrere un’ora e mezza spensierata ridendo delle vicende che accompagnavano l’avvicendarsi dei vari personaggi.
Protagonista della commedia è una famiglia composta da Cencio, uomo poco avvezzo al lavoro e alla fatica, dalla sempre insoddisfatta moglie Tuta, dalle sorelle Checchina e Gloria con i rispettivi fidanzati, dalle figlie adolescenti impegnate negli studi, dall’anziana e invadente madre e da Dolores un’amica di famiglia rimasta vedova precocemente e arricchita dai lasciti del marito.
Cencio, crederà di poter risollevare le sorti della sua famiglia grazie ad una vincita al totocalcio. Così, tutti insieme, inizieranno a fantasticare e a fare progetti: felici e increduli di lasciarsi alle spalle una vita di sacrifici e miseria, faranno l’elenco delle cose utili ed inutili da comprare una volta diventati milionari. Cencio e Tuta vorrebbero, a questo punto, che in casa si celebrassero matrimoni solo con facoltosi professionisti e non con scansafatiche. Purtroppo, però, la realtà non sempre rispecchia i sogni e, quella che per Cencio sembrava una certezza, ben presto si rivela essere una grossa delusione. Vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso costerà cara alla famiglia di Cencio che dovrà tornare alla routine di sempre e accontentarsi di quel poco che la vita gli offre.

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Autore dell'articolo

Daniela De Angelis