Cultura Rocca Massima — 22 giugno 2012
Rocca Massima, scrigno di storia e di emozioni

Il comune più alto della provincia di Latina nasconde chiese e preziosi angoli di passato da visitare e ricordare per sempre

Il primo insediamento fu a scopo difensivo per sorvegliare i Volsci. Durante le espansioni romane funse da castrum.

Nel luogo più alto della provincia di Latina, a 735 metri sopra il livello del mare, si erge la cittadina di Rocca Massima, sul Monte Massimo. Da qui si gode uno dei panorami più avvolgenti e romantici che il nostro territorio può offrire. La cittadina fu unita alla Provincia di Latina nel 1932. Il primo insediamento fu a scopo difensivo per sorvegliare i Volsci. Durante le espansioni romane funse da castrum. Secondo gli storici Rocca Massima può essere identificata alla Arx Carventana o Carventum citata da Tito Livio nella “Storia di Roma”. Si è inoltre supposto che possa essere sorta per difendersi dalle invasioni di Goti e Vandali nel V secolo, oppure che fosse un nucleo difensivo dalle orde barbariche provenienti dal mare e dal nord. Tra queste congetture è cosa certa il “Breve” pontificio di Innocenzo III (Lotario dei Conti di Segni), che il 5 dicembre 1202 concesse al nipote Pietro Annibaldi il Monte Massimo per innalzarvi un castrum difensivo. Avvenimento immortalato con la posa della dedica per il Papa nella piazzetta del centro storico, durante l’ottavo centenario di fondazione, atto di nascita della comunità. Ad impreziosire questa ricchezza storica contribuiscono i numerosi monumenti. La Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo del XV sec., nata dall’ampliamento di quella del XIII sec. Nel calare del 1700 fu fatta restaurare dal Cardinale Gregorio Salviati. Ha impianto a navata unica voltata a botte, e nell’abside affrescato sono stati raffigurati dal pittore Mariano da Velletri (‘900), quattro santi protettori: Santa Barbara, San Biagio, Santa Lucia e San Sebastiano. L’altare ospita la Pala del 1869, pregevole copia del Guido Reni, con San Michele Arcangelo come protagonista. Nel 2002 nuovi studi hanno riscontrato che l’abside era la torre difensiva orientata verso Velletri-Giulianello. La Chiesa subì molti restauri. Parroci, politici, e semplici donatori la fornirono di nuovi arredi, tra i quali un organo meccanico di oltre milleduecento canne, inaugurato il 24 ottobre 1999 da M.J.E. Goettsche, organista della Basilica del Vaticano. L’arrivo di questo strumento ha segnato l’inizio di una nuova primavera culturale del luogo. Difatti vi si svolge una Rassegna Organistica Internazionale che vede la partecipazione di musicisti provenienti da tutta Europa e Stati Uniti. La Chiesa racchiude opere scultoree e pittoriche, tra le quali la tela del Mariani di Sant’Isidoro lavoratore agricolo, patrono di Madrid e Rocca Massima. Il paese contiene anche la Chiesetta del Carmine e quella di San Rocco, entrambe del XVII sec., il Palazzo del Principe e il Parco della Memoria. Quest’ultimo nato da un’idea della Pro Loco del paese con il progetto “Un albero per la memoria, un parco per la speranza”. Qui vengono piantati alberi in ricordo dei cari estinti o per celebrare una nuova nascita, grazie alle offerte dei cittadini. Un progetto nobile che dimostra quanto Rocca Massima sia un luogo dove i sentimenti umani e l’amore per le radici storiche e la natura convivano in totale armonia nello spirito dei propri abitanti.

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redazione