Attualità Sezze slider — 20 settembre 2018
Sanità depotenziata, altro schiaffo ai Lepini

Tra le 300 e le 350 persone hanno partecipato giovedì 6 settembre ad una manifestazione organizzata da un comitato spontaneo di cittadini per opporsi alle decisione di depotenziare il Punto di Primo Intervento dell’ex ospedale “San Carlo” prevista da un decreto ministeriale del 2015, adottato dalla Regione Lazio nel luglio 2017, prevista per il prossimo 31 dicembre. Un autentico schiaffo nei confronti del diritto fondamentale, come recita la Costituzione italiana, alla salute, ad essere curati. Una forma di violenza, l’ennesima, perpetrata ai danni della struttura sanitaria setina. A parlarne, invitati dallo stesso comitato, diversi esponenti politici, parte dell’amministrazione comunale di Sezze, ma anche in ambito regionale, con la presenza del consigliere del Pd Salvatore La Penna e l’intervento per interposta persona di Giuseppe Simeone, presidente della commissione regionale Sanità. Prima di trasferirsi nell’anfiteatro del centro anziani “Calabresi” le attenzioni si sono concentrate su una serie di slides preparate per narrare cronologicamente le vicende della sanità pontina con un occhio di riguardo alla struttura di Sezze. Poi la parola è passata agli esponenti politici, tra i quali il sindaco di Bassiano Domenico Guidi, che ha sostenuto il pieno sostegno del borgo lepino a questa battaglia. Meno apprezzato da un pubblico composto soprattutto da anziani, rispetto alle speranze dello stesso comitato che avrebbe optato per una massiccia presenza di giovani, l’intervento di Salvatore La Penna, che ha confermato di voler prendere meno applausi, ma di raccontare la verità. Una verità che parte dal presupposto che il Punto di Primo Intervento di Sezze, così come gli altri, verrà sicuramente depotenziato alla scadenza prevista, ma poi l’augurio è che si apra un nuovo fronte dal punto di vista sanitario in provincia. Dal canto loro gli esponenti del comitato hanno ipotizzato una serie di interventi anche in sedi giudiziarie, con un’interpretazione del Decreto firmato da Beatrice Lorenzin che potrebbe non applicarsi alle zone montane. Ipotizzabile, in questa ottica, anche una forma di disobbedienza civile. Una nuova battaglia che la città, sindaco Di Raimo in primis, si è detta pronta ad affrontare. Una battaglia che dovrà partire da un vocabolo, “potenziare”, particolarmente utilizzato, e che secondo il comitato vuole dire far tornare a Sezze il Pronto Soccorso, con una comunità di 60mila persone che lo reclama a gran voce.

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Autore dell'articolo

Simone Di Giulio