Cisterna Cultura — 18 gennaio 2017
Santa Maria Assunta, cattedrale dalla storia variegata

La chiesa principale di Cisterna di Latina racchiude una storia variegata ed inaspettata. La sua costruzione fu ad opera dalla famiglia Caetani, nel momento in cui il borgo di Cisterna entrò a far parte del loro feudo. Nel 1381-43 il castello e il borgo di Ninfa vennero distrutti e le famiglie che vi risiedevano trovarono rifugio nella vicina Cisterna; accolti dal parroco i canonici di S. Paolo di Ninfa presero a officiare le loro funzioni presso la chiesa cisternese. Nel 1582 il Cardinale Alessandro Farnese, vescovo di Velletri, favorendo le richieste dei Caetani, unì il clero di San Paolo di Ninfa a quello di Cisterna, la chiesa divenne collegiata con quattro canonici e due beneficiati. L’edificio si trova nella piazza principale della città, piazza Menotti Garibaldi – oggi piazza XIX Marzo – ,  aveva due entrate ornate da stipiti in travertino. La facciata, situata sulla cima di sei gradini di pietra, presentava un rosone, una torretta con orologio e sul portone d’ingresso era dipinta l’immagine della Madonna Assunta in cielo; sulle pareti laterali erano visibili numerose finestre. La pianta della chiesa era a tre navate con soffitto a volta sorretto da due file di colonne. Nell’abside era collocato il coro ligneo, in noce, sormontato dal quadro dell’Assunta opera di Giangiacomo, artista e direttore della scuola di belle arti dell’ospizio apostolico di San Michele. Sul presbiterio s’innalzava una cupola e al di sotto si trovava l’altare maggiore racchiuso da una balaustra marmorea. Ai lati della navata si aprivano sei cappelle: dedicate al S.S. Sacramento, S. Rocco, S. Crocefisso, S. Salvatore, S. Paolo e S. Teresa; tra le cappelle di S. Rocco e del SS. Sacramento si ergeva il pulpito con un crocefisso e nei pressi due confessionali, vicino la sacrestia si trovava un’acquasantiera di marmo. Sopra la sacrestia svettava il campanile aperto sul lato della chiesa e del cimitero. Nel 1793, ritenendola troppo angusta, il duca Francesco Caetani fece edificare una nuova chiesa su quella preesistente ma nacquero forti contrasti tra i discendenti del duca, soprattutto a causa delle scarse finanze; fu il Comune di Cisterna a ultimare le modifiche. Durante la Seconda Guerra Mondiale i bombardamenti demolirono la chiesa, poi ricostruita sullo stesso impianto ma privata del ricco corredo decorativo distrutto: gli stucchi; gli affreschi dell’artista di Velletri, Vincenzo Vilà; del Giangiacomo e di Cavallucci da Sermoneta. Oggi la chiesa ha un portale bronzeo, modellato a Faenza, a formelle sbalzate in bassorilievo con gli episodi della storia secolare della città e sei altorilievi dedicati a Santi, realizzato nel 1981 dallo scultore e ceramista Angelo Biancini. All’interno le ceramiche policrome create dallo stesso artista, con l’immagine del Redentore attorniato da stelle, con la Via Crucis in 14 pannelli e con S. Rocco; opere donate alla chiesa cisternese dal generale Antonio Colucci. È a tutt’oggi conservata nella chiesa una statua marmorea di San Rocco (Patrono della città dal 10 marzo 1725) designata di scuola canoviana. Le antiche vestigia del passato non sono andate del tutto distrutte e si respirano ancora in quel che resta degli edifici storici della città.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova