Cori Cultura — 03 marzo 2012
Sant’Oliva perfetta per conoscere Cori

Il complesso riassume tutta la millenaria storia del paese con racconti e affreschi di ogni epoca

Grazie ad un’iscrizione rinvenuta su una parete esterna della chiesa si è scoperto che già dal secondo secolo d.C. l’edificio era diventato un luogo di culto cristiano

Per conoscere i momenti fondamentali della storia della città di Cori sarebbe sufficiente entrare nel complesso monumentale di Sant’Oliva. Le sue mura e le sue stratificazioni raccontano quasi due millenni di vicende del paese. Infatti l’edificio sorge su un terrazzamento punto di incontro dell’antica viabilità romana. Qui venne eretto, alla fine del II a.C., un tempio, probabilmente dedicato a Giano. Doveva essere un tempio imponente su un podio alto almeno due metri e con quattro colonne sulla parte frontale. Entrando nella chiesa è possibile riconoscere una colonna di ordine corinzio ancora nella sua posizione originaria e inglobata nella struttura medievale. Grazie ad un’iscrizione rinvenuta su una parete esterna della chiesa si è scoperto che già dal II secolo d.C. l’edificio era diventato luogo di culto cristiano. La prima sistemazione della chiesa e la costruzione del campanile risalgono al XII secolo quando si volle dedicare l’edificio alla martire Sant’Oliva; si edificò una basilichetta forse a cinque navate con volta a crociera, e un campanile a fasce di tufo e travertino. Delle decorazioni interne risalenti al medioevo è possibile vedere solo parte di un affresco del XIV secolo raffigurante il Cristo Pantocrator. Furono i lavori del XV sec a dare alla chiesa le caratteristiche che oggi possiamo ammirare.  Alla fine del secolo, infatti, iniziò la costruzione del complesso monasteriale adiacente e si diede una nuova forma anche alla chiesa che diventava così l’edificio di culto più importante di Cori. Venne demolita la navata occidentale e costruita la Cappella del Crocefisso, un’aula rettangolare absidata e coperta da una volta a botte. Un edificio sobrio che stupisce per la bellezza dei suoi affreschi, iniziati nel 1507 e completati 26 anni dopo. La volta, che potremmo definire la cappella Sistina di Cori, rappresenta una serie di episodi che riguardano Vecchio e Nuovo Testamento. Infatti gli ottimi affreschi risentono l’influenza del capolavoro che Michelangelo aveva realizzato pochi anni prima. L’affresco dell’abside è purtroppo mancante del suo fulcro, una crocifissione andata perduta, ai lati del quale è possibile vedere gli apostoli e gli evangelisti e i committenti insieme a papa Sisto IV. La cappella del Crocefisso è un piccolo gioiello inaspettato e racconta il periodo più alto della storia del paese. Non c’è modo migliore per conoscere la storia che immergersi nei luoghi che la raccontano; la compresenza di elementi romani, medievali e rinascimentali rendono il complesso di Sant’Oliva perfetto per conoscere la storia millenaria di Cori.

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Autore dell'articolo

Beatrice Agostini
Beatrice Agostini