Attualità Sezze slider — 18 gennaio 2017
Sasso di Capodanno, tradizione rispettata

Sezze, Paese dei Monti Lepini piuttosto attento al rispetto delle tradizioni locali, in occasione del Capodanno conserva intatto l’antico rituale del “Sasso di capodanno” che rappresenta un augurio di prosperità e buona sorte per il nuovo anno.

Trattasi di un’antica tradizione popolare che sopravvive ancora oggi grazie alla volontà e all’impegno della ludoteca comunale l’Orso Rosso nata nei primi anni ottanta dall’opera di Umberto De Angelis e Rosalino Trabona.

La ludoteca, durante il corso dell’anno, svolge con i ragazzi numerose e diversificate attività quali i giochi individuali e di gruppo, l’animazione, il laboratorio grafico ed artistico e partecipa a manifestazioni e feste sia tradizionali che popolari tra cui rientra, appunto, il sasso di Capodanno, meglio illustrato nel libro scritto dagli stessi Trabona/De Angelis “La ludoteca e le tradizioni popolari: il sasso di capodanno”.

Durante i giorni precedenti al 31 dicembre, gli animatori della ludoteca sono impegnati con i ragazzi nello studio delle filastrocche dialettali, nella ricerca dei “sassi”, nella preparazione dei costumi e, soprattutto, nella spiegazione del significato dell’evento.

La sera del 31 dicembre, animatori e ragazzi vestiti con abiti tradizionali, percorrono le vie del centro storico di Sezze e vanno a bussare alle case della gente per donare un sasso di buon augurio che sarà conservato, da chi lo riceve, per l’intero anno.

La tradizione vuole che venga consegnato il sasso mentre si recita una particolare filastrocca che inizia con: Bonì, bonì bon’anno, teccot’i sasso di capodanno. Damme ‘na zippola e dammela bona, puzzi fa ‘na figlia signòra….

La filastrocca viene ripetuta fintanto che i padroni di casa non invitano gli ospiti ad entrare che, in cambio del sasso, riceveranno dei dolci in segno di ospitalità e cortesia. Tra i tanti, il dolce più atteso è la “zippola di Capodanno”, così chiamata perché preparata solo in occasione della fine dell’anno. Si tratta di un dolce piuttosto povero della tradizione contadina che consiste in palline dolci preparate con pasta di pane, uvetta o pinoli che vengono poi fritte e cosparse di zucchero o miele.

Anche quest’anno la tradizione del sasso di Capodanno a Sezze è stata rispettata ed ha visto la partecipazione di molte persone tra cui i ragazzi dell’Associazione culturale “I Turapitto” e dell’Associazione Matite Appuntite che, già da qualche anno, prendono parte all’iniziativa. L’augurio comune è che il nuovo anno possa essere più sereno e prosperoso per tutti.

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Autore dell'articolo

Daniela De Angelis