Attualità Sezze — 12 settembre 2011

Ben 198 dei complessivi 253 ettari di verde bruciato appartengono al territorio setino

Il duro lavoro della protezione civile non basta a salvare la natura: «Serve videosorveglianza»

Un lavoro incessante che spesso è vanificato da veri e propri criminali che feriscono un territorio meraviglioso. La protezione civile del gruppo volontari vigilanza ambientale di Sezze e Latina rappresenta un baluardo contro gli incendi sia in fase di prevenzione che di intervento. Le loro opere di pattugliamento diurne e notturne hanno impedito un bilancio ancor più pesante rispetto ai 253 ettari di verde andato in fumo quest’anno nel comprensorio lepino e nel capoluogo. La maggior parte di questi incendi si è sviluppata a Sezze che con i suoi 198 ettari ha surclassato Roccagorga (24,5 ettari), Latina (21,5 ettari), Sermoneta (7 ettari) e Priverno (quasi 2 ettari). Questo rappresenta il triste bilancio tracciato dal gruppo di protezione civile Latina-Sezze, volontari per la vigilanza ambientale che da anni opera sul territorio al fine di evitare scempi come accaduto troppo spesso anche nell’ultima estate. Le fiamme dolose sono il nemico principale di volontari e cittadini onesti che vedono il loro verde andare in fumo in un attimo. «Insieme alla Provincia – ha spiegato il presidente Maurizio Tiberi – stiamo portando avanti un progetto frangifuoco su via Foresta a Sezze con manutenzione e stralci d’erba proprio a ridosso della strada». Ma quali azioni svolge questo gruppo di protezione civile contro gli incendi? «Operiamo negli avvistamenti –  continua Tiberi – e nella fase antincendio con lo spegnimento. Ovviamente quando avvistiamo un incendio di medie proporzioni avvisiamo subito la centrale e, come avvenuto la scorsa estate, arrivano i canadair in supporto dal dipartimento centrale». Infatti proprio la scorsa estate dopo un periodo di relativa tranquillità i piromani sono entrati di nuovo in azione.«Questi spregevoli personaggi agiscono di notte – spiega ancora il presidente Tiberi – e dunque è più difficile intervenire immediatamente perchè il fuoco ha il tempo di propagarsi nonostante la nostra vigilanza». Sezze è stato il comune più colpito dalle fiamme con le zone di via della Pace, Monte Trevi, Monte Nero e la Longara che hanno impegnato protezione civile, forestale e vigili del fuoco tante e tante ore per salvare campi coltivati e verde. Tante le pinete andate distrutte e dei responsabili ancora nessuna traccia.  Allora come fare per scongiurare ancora il fuoco sulle bellezze naturali lepine? Una via la suggerisce lo stesso presidente del gruppo volontari vigilanza ambientale. «Sono anni che chiediamo telecamere di videosorveglianza nei punti nevralgici più colpiti come Monte Trevi e Monte Nero. Sono almeno otto anni che chiediamo questi supporti elettronici ma l’elevato costo (circa 30mila euro) rende difficile l’acquisto da parte delle istituzioni, eppure ci darebbe veramente una grossa mano». L’impegno della protezione civile è accompagnato da quello dei vigili del fuoco e dal corpo forestale dello stato che non si risparmiano in pattugliamenti e attività di prevenzione. Questi corpi vanno aiutati dal senso civico dei cittadini e dalla vicinanza effettiva delle istituzioni. Gli ultimi avvenimenti sui disastri di natura idrogeologica devono far riflettere. Le tragedie vanno evitate con un lavoro a monte e non rimpiante successivamente. Il fuoco può essere strumento di utilità estrema ma in mani sbagliate diventa micidiale.

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Autore dell'articolo

Fabrizio Agostini
Fabrizio Agostini

Nella mia carriera giornalistica ho collaborato con diverse testate. Ho mosso i primi passi nel gruppo radiofonico Radio Immagine-Radio Latina e li sono rimasto a crescere per un lustro. A seguire ho iniziato collaborazioni con Anteprima Sport, con il Settimanale di Latina, Il Tempo, Mediasport, Il Territorio, SL 48 tv e Sportlatina.it.