slider Speciali — 11 ottobre 2017
Siccità, come proteggere Ninfa: l’analisi del geologo

Il rapido mutamento climatico ormai evidente in numerose aree geografiche del mondo non ha risparmiato la Pianura Pontina e con essa lo splendido gioiello naturalistico ad essa incastonato come il Giardino di Ninfa. Un tema delicato che la Fondazione Caetani ha deciso di affrontare con mente fredda e studi appropriati in virtù del fatto che si tratta di una tematica troppo spesso preda di allarmismi ed emotività nocive per la reale soluzione del problema siccità. Il presidente della Fondazione Piergiacomo Sottoriva ha reso nota una relazione del geologo Massimo Amodio, responsabile del Gruppo di Lavoro per l’Ambiente del Consiglio Generale. Il dottor Amodio ha evidenziato criticità e possibili soluzioni alla luce di dati raccolti nel tempo riprendendo il positivo lavoro di Paolo Bono. La prima annotazione di Amodio è la scarsa continuità di dati registrati così da poter tracciare un solido quadro della  situazione climatica dal dopoguerra ad oggi. “Implementare sistemi di monitoraggio meteo-climatico e idrologico (Lago, anche se non gestito direttamente dalla Fondazione, il Fiume e Pantanello)”. Poi si entra nel dettaglio dell’analisi: in primis a Latina nei primi sei mesi dell’anno è caduto il 60% di pioggia in meno della serie storica (165 contro 405). Da qui la conclusione che la fase che stiamo vivendo è sicuramente molto più critica delle precedenti e di conseguenza ci si dovrà regolare per gli interventi. Le strategie da seguire suggerite dal dottor Amodio, e condivise dai vertici della Fondazione, sono: un cambio di mentalità nella governance della risorsa idrica: “dobbiamo promuovere e pretendere di essere presenti, in quanto portatori di interessi pubblici superiori a tutti i tavoli che si riuscirà a mettere in piedi al fine di individuare una strategia integrata per la gestione della risorsa idrica” ha spiegato l’esperto. Poi l’ipotesi più “azzardata” per coloro che vedono il Giardino di Ninfa come qualcosa di immutabile. Sostituire le piante più sensibili alla siccità con altre per evitare il deperimento delle stesse se lasciate alla devastante siccità dell’ultimo periodo causate in gran parte dall’uomo.

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Autore dell'articolo

redazione