Alimentazione&Salute — 09 settembre 2015
SPORT E ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI E RAGAZZI ITALIANI, SI CONFERMANO STILI DI VITA POCO SANI

Sedentari e chiusi in casa per la maggior parte del tempo. Preoccupa lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi italiani. Anche se buona parte di loro pratica sport, è sempre meno l’interesse nei confronti di queste attività, tanto che il 62% trascorre buona parte del tempo al chiuso.

E’ quanto emerge dalla ricerca “Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi”, realizzata da Ipsos per Save the Children e Gruppo Mondelēz International Foundation sugli stili di vita dei bambini e dei ragazzi italiani di età compresa tra i 6 e i 17 anni e presentata il 16 luglio a Expo 2015. Dalla ricerca emerge che quasi un bambino su 5 non fa alcun tipo di sport nel tempo libero e 1 su 10 dichiara di non farlo neppure a scuola. Le motivazioni, secondo gli intervistati, andrebbero ricercate nella mancanza di possibilità economiche da parte delle famiglie e nell’assenza di spazi attrezzati nelle struttura scolastiche.

I dati della ricerca sono stati presentati insieme ai risultati del progetto “Pronti, Partenza, Via!” che Save the Children promuove con Mondelēz in partnership con il Centro Sportivo Italiano e Uisp (Unione italiana sport per tutti) e con il patrocinio della Società Italiana di Pediatria nelle aree periferiche di 10 città italiane (Ancona e Aprilia, Bari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Sassari e Torino). Il progetto ha come obiettivo la promozione della pratica motoria e dell’educazione alimentare dei bambini e negli ultimi 4 anni ha coinvolto 96mila beneficiari tra bambini e genitori e 1400 sono stati i professionisti interessati nelle attività.

Dalla ricerca emerge che la considerazione che i ragazzi hanno dello sport è decisamente bassa : solo per meno della metà degli intervistati “uno che pratica sport viene considerato molto bene”. Per 1 su 3 questo elemento non è rilevante per la “popolarità” tra i coetanei e più di 1 su 5 dichiara che tra amici bisogna invece saperne di videogiochi, campionato di calcio e cartoni animati.

Sport a parte, la sedentarietà dei ragazzi si conferma come un tratto distintivo: un intervistato su 4 dichiara di camminare non più di 15 minuti al giorno, dato che aumenta a 1 su 3 nel Centro Italia; solo il 4% afferma di percorrere a piedi più di un’ora al giorno.

Bene non va neanche per le abitudini a tavola. Secondo quanto dichiarano i genitori, il 74% dei bambini e ragazzi mangia frutta e verdura almeno una volta al giorno, ma il 22% non ha l’abitudine di fare colazione tutte le mattine. L’87% dei genitori afferma di conoscere le regole di base di una corretta alimentazione, ma tra il conoscerle e il metterle in pratica c’è una bella differenza! Infatti, solo il 66% di loro dichiara di applicare le regole apprese, percentuale che sale con il crescere dell’età dei figli. Sono infatti i genitori dei ragazzi tra i 14 e i 17 quelli più attenti all’alimentazione dei propri figli. Ma c’è anche un preoccupante 13% dei genitori che afferma di non conoscere alcuna regola alimentare di base, percentuale cresciuta rispetto al 9% del 2011, che diventa ancora più alta nel Sud e nelle isole, dove quasi 3 genitori su 10 dichiarano di non conoscere regole alimentari.

Accanto a delle buone abitudini, si confermano quelle meno sane. Consumo limitato di frutta e verdura, la pessima abitudine di non fare colazione al mattino e saltare gli spuntini tra un pasto e l’altro non aiutano. Soprattutto in un contesto in cui i bambini e i ragazzi passano la maggior parte del loro tempo senza fare attività fisica e sportiva. Le conseguenze sulla salute e sul benessere rischiano alla lunga di diventare significativi”, afferma Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children Italia.

Inoltre “le difficoltà economiche delle famiglie e la mancanza di spazi pubblici adeguati obbligano molti bambini e ragazzi a rimanere in casa per lunghe ore. Per questo motivo rischiano di diventare sempre più sedentari e disabituati a confrontarsi coi loro coetanei”, spiega ancora il Direttore. “Abbiamo voluto presentare questa ricerca qui in Expo, perché per nutrire il pianeta dobbiamo partire proprio dai ragazzi e da come vivono l’importanza dell’alimentazione e dell’attività fisica nella loro vita”. “La ricerca” continua “ ha fatto emergere anche quest’anno come i genitori abbiano la percezione reale di alcuni problemi e per questo dobbiamo sostenerli nello sforzo quotidiano di far seguire ai propri figli un’alimentazione corretta. C’è bisogno di più informazione e i pediatri, le scuole e i media possono giocare un ruolo significativo in questa partita”.

Sulla scia dei risultati raggiunti, Save the Children e Mondelēz hanno annunciato che il progetto verrà esteso fino al 2016 e le buone pratiche consolidate in questi anni verranno proposte anche a Roma, Brindisi, Gioiosa Ionica e Scalea, all’interno delle attività dei Punti Luce di Save the Children, strutture “ad alta densità educativa” dove bambini e adolescenti possono studiare, giocare, avere accesso ad attività sportive, culturali e creative.

Dott.ssa Laura Guarnacci, dietista

guarnacci.laura@gmail.com

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Laura Guarnacci
Laura Guarnacci

Dietista