Attualità Sezze — 19 Agosto 2020
Statua di San Lidano, indietro tutta

Opzione 1 o opzione 2? Nell’attesa don Massimiliano Di Pastina dovrà ripristinare lo stato dei luoghi del belvedere di Santa Maria e riportarlo a come lo aveva trovato il 12 maggio 2019, alla vigilia dell’apertura del cantiere che, come prevede la stessa diffida che gli è stata spedita dal responsabile del procedimento, dovrà essere smantellato. Arriva come un fulmine a ciel sereno la nota che l’ufficio tecnico del Comune di Sezze ha spedito all’uomo di chiesa che, lo ricordiamo, nel mese di aprile del 2018 si era reso disponibile a donare una statua raffigurante San Lidano d’Antena (uno dei Santi Patroni del Comune di Sezze) da collocare all’interno della piazzetta del Belvedere che si trova a ridosso della cattedrale di Santa Maria. La diffida, sul contenuto della quale chiaramente si hanno solo indiscrezioni, di fatto costringe il donatore a smantellare il cantiere (ormai fermo dal 21 maggio 2019) dopo aver ripristinato lo stato dei luoghi, togliendo il basamento dove sarebbe sorta la statua di San Lidano ed eliminando gli scavi utili per la realizzazione delle panchine circolari che sarebbero sorte accanto al manufatto. La stessa nota fa riferimento sia alle due delibere di giunta (la 95 e la 98) che nel 2018 acconsentirono all’inizio dei lavori, sia al periodo di sospensione degli stessi, sia, soprattutto, alla non-decisione del consiglio comunale chiamato ad esprimersi sul progetto. In quella occasione, lo scorso 10 giugno, il sindaco (da sempre favorevole all’installazione dell’opera all’interno del belvedere, primo atto di una riqualificazione generale della piazzetta) aveva fatto un piccolo passo indietro rispetto alla battaglia condotta nei due anni precedenti, presentando due proposte nella convinzione che il consiglio ne avrebbe accolta almeno una e che poi il donatore si sarebbe convinto che quella fosse la strada da seguire. Lo stesso primo cittadino propose di eliminare il piedistallo della statua, portandola ad un’altezza meno “invasiva”, ma la proposta fu bocciata. La seconda, invece, il sindaco nemmeno la rese nota in assemblea ma riguardava l’eventualità di spostare di qualche metro la statua, con o senza basamento, per evitare che la stessa fosse piazzata al centro del belvedere. Anche questa evenienza, che il primo cittadino aveva ipotizzato proprio per trovare una quadra all’interno della maggioranza, però non sembra essere stata accolta e ieri è arrivata la diffida nei confronti del donatore. Un atto dovuto, fanno sapere voci interne al Palazzo, che offre un margine di 30 giorni a don Massimiliano Di Pastina per eseguire i lavori e chiudere la questione, a meno che non decida di impugnare davanti al Tar la stessa diffida, a quel punto rendendo ancora più complessa una vicenda che si trascina ormai da 25 mesi e che ha spaccato in due la cittadinanza.

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Simone Di Giulio