Scienza&Tecnologia — 27 giugno 2018
Come sono nati i social network

Nelle ultime settimane è tornato alla ribalta il popolare social network Facebook, non che avesse bisogno di pubblicità dato che attualmente è il social con il maggior numero di utenti, ma per il caso dell’utilizzo illecito dei dati dei profili degli utenti che ha visto protagonista l’azienda di consulenza britannica Cambridge Analytica.

Ma come mai i social sono diventati così popolari? E come sono nati?

I social network sembrano essere un fenomeno relativamente recente eppure per risalire alle origini bisogna fare qualche passo indietro nel tempo ed arrivare agli inizi degli anni 70, precisamente nel 1971. In quell’anno Ray Tomlinson, un giovane e brillante programmatore americano, inviò la prima mail tra due PC che si trovavano uno di fianco all’altro. Seguirà negli anni 80 IRC, considerato da tutti il precursore della messaggistica istantanea.

Arriviamo agli anni 90, esattamente nell’agosto del 1991, con la pubblicazione del primo sito web ad opera dell’inglese Tim Berners Lee il quale, attraverso la creazione del linguaggio html, ha permesso che il web diventasse semplice e popolare. Da quel momento in poi hanno cominciato a fare la loro comparsa i social network, nel 1994 venne creato GeoCities che offriva la possibilità di creare pagine web semplici ed accessibili a tutti. Nel 1997 fu la volta di SixDegrees, considerato il primo vero social, che permetteva agli utenti di realizzare un proprio profilo e stringere amicizia con altre persone. Sempre nello stesso anno la Microsoft lanciò Instant Messenger, il precursore di uno dei social più potenti del momento, WhatsApp.

Ma la vera e propria rivoluzione arriva nei primi anni del nuovo millennio, prima con  Friendster, poi con MySpace e nel 2004 con il social più noto al mondo: Facebook. Lo studente di Harvard Mark Zuckerberg lo creò esclusivamente per i studenti della propria università ma nel giro di qualche anno si espanse in più di 500 atenei americani tanto da diventare, nel 2006, un servizio aperto al pubblico. In quell’anno nasceva anche Twitter con l’intento di offrire ai propri utenti una pagina personale  dove inserire messaggi.

Negli ultimi anni sono comparsi ulteriori social come Pinterest, Youtube, Tumblr, Instagram e Spling.

Secondo il report Global Digital 2018 redatto dall’agenzia “We are social” gli account attivi sui social media sono, a oggi, più di 3 miliardi (circa il 41% della popolazione mondiale!) con una media di utilizzo di 2,4 ore giornaliere. In Italia il 73% della popolazione è online (43 milioni di persone), con 34 milioni di utenti attivi sui social media. I motivi di questa dipendenza dai social possono essere svariati: raccontare la propria storia e lasciare una traccia di sé, interagire con altre persone, avere un pubblico, influenzare qualcuno o semplicemente essere influenzati (a tal proposito si sono diffusi negli ultimi tempi le figure degli “influencer”, individui in grado di orientare le scelte dei consumatori).

Termino qui questa condensata storia sperando di non aver distratto nessuno da letture più “social.”

 

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Autore dell'articolo

Giorgio Agostini
Giorgio Agostini