Cultura Prossedi — 23 luglio 2012
Storia di Prossedi, paese dall’orgoglioso spirito

Il Palazzo Baronale e tanti altri elementi storici abbelliscono il piccolo ma delizioso centro ai confini est della provincia

La sua fondazione risale al VIII sec. d.C. ad opera degli abitanti dell’antica Privernum scampati alla sua distruzione messa in atto dai Saraceni

Il comune di Prossedi si erge sui verdi Monti Lepini e si affaccia sull’alta e affascinante valle dell’Amaseno. La sua fondazione risale al VIII sec. d.C. ad opera degli abitanti dell’antica Privernum scampati alla sua distruzione messa in atto dai Saraceni. Tale avvenimento è testimoniato dal libro “La Regia & antica Piperno” di Fra Teodoro Valle da Piperno del 1673. L’antica denominazione di Prossedi era “Persei” perché si narra che nel trascorrere dei secoli fu posseduta da sei nobili famiglie. Mentre nell’XI sec. era denominata “Castello di Berseus” fino alla distruzione operata da Onorio II risalente alla metà del XII sec. Prossedi fu prestigioso possedimento delle nobiliari famiglie dei Conti di Ceccano, dei Chigi di Siena, dei Massimo, degli Altieri e dei Gabrielli. Particolare è l’iconografia dello stemma cittadino rappresentante un’orgogliosa aquila nera con ali spiegate il cui capo è sormontato da una corona d’oro, ornata da tre fioroni e due perle, sovrastata, a sinistra, da un sole fulgente e incorniciata da un’accecante sfondo rosso. Sotto lo scudo, su lista, anch’essa rossa, bifida e svolazzante, il motto latino a neri caratteri maiuscoli: “FLANGAR NON FLECTAR”, ossia “mi spezzerò ma non mi piegherò”. Prossedi è una cittadina davvero deliziosa grazie ai suoi luoghi che la rendono unica e proprio per tale ragione sembra giusto citarne alcuni tra i più interessanti per il loro valore storico-culturale e artistico. Si ricordi l’imponente Palazzo Baronale, che è ben visibile da piazza Umberto I, struttura a pianta quadrata sormontata da quattro torri e con cortile interno il quale ospita un pozzo al centro e all’esterno è circondato da un fossato. Nella stessa piazza si può ammirare una stele al cui apice svetta un’aquila bronzea rappresentante il Monumento ai Caduti delle Guerre costruito nel 1922. Avviandosi verso il cuore storico del paese non si può non notare una grande porta formata da un arco dove si può scorgere un grande orologio risalente al 1899. Oltrepassata tale porta ci si ritrova in piazza del Plebiscito dove, da un lato, domina la cosiddetta “Loggetta”, loggia coperta utilizzata dai commercianti come mercato cittadino, edificata in epoca medievale. Dall’altro lato della medesima piazza, svetta un grande caseggiato edificato con blocchi calcarei risalente al 1807 su commissione del principe Pietro Gabrielli che un tempo fungeva da carcere, mentre oggi è adibito a Ufficio Postale. Da piazza del Plebiscito, poi ci si dirige verso via Roma dove appare maestosa la Chiesa di San Nicola di impianto romanico la cui facciata è caratterizzata da un grande rosone di pietra. Questo è solo un piccolo excursus su alcuni affascinanti angoli del paese di Prossedi, piccolo centro dei Monti Lepini che ci rende orgogliosi e conferma quanto sia bello e ricco di tesori di notevole portata culturale tutto il nostro territorio lepino e pontino che è bene visitare, vivere e preservare perché è unico come la nostra identità.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
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