Attualità Sezze slider — 16 Novembre 2019
Sui Servizi Sociali volano gli stracci in Comune

Altro momento di alta tensione all’interno della maggioranza consiliare di Sezze, reduce da un periodo di apparente calma dopo la crisi politica della scorsa primavera, ma allo stesso tempo evidentemente resa una polveriera dalla stessa situazione di empasse nella quale si è trovato il sindaco dopo l’azzeramento delle deleghe e le dimissioni poi ritirate a seguito del rimpasto di giunta. A far scoccare la scintilla, per la seconda volta in una settimana, una situazione legata ai Servizi Sociali. Sul tavolo del consiglio è arrivata una proposta di delibera per la gestione dei servizi sociali in forma di convenzione con altri Comuni. Ma la stessa proposta, qualora votata, sarebbe stata illegittima, perché non era stata prima vagliata nell’apposita commissione consiliare. La maggioranza si è accorta dell’errore proprio a ridosso del consiglio comunale ed è stato lo stesso sindaco a spiegare che quel punto sarebbe stato eliminato dall’ordine del giorno, senza però dettagliarne i motivi. A farlo è stato proprio il presidente della commissione Servizi Sociali, Mauro Calvano che, oltretutto reduce dalla quarta riunione della sua commissione a causa dell’assenza degli esponenti della sua stessa maggioranza, si è tolto alcuni sassolini dalle scarpe attaccando direttamente la gestione della procedura: “Non solo non è passata nella commissione preposta – ha spiegato il consigliere di Sezze Futura – ma il problema è anche un altro. Nessuno dei consiglieri è stato avvertito di questa delibera che ci accingevamo ad approvare e, come confermato dagli stessi, nessuno è stato informato sulla stessa, che concede a Priverno il ruolo di capofila”. Due distinti attacchi, amministrativo e politico, con lo stesso Calvano ad incalzare sul punto: “Se nessuno è stato informato e nessuno sapeva niente a ridosso della riunione e delle votazione, vorrei capire se esiste un’entità superiore che decide per nostro conto e, in caso esistesse, avvertire la stessa entità che da oggi in poi, sul versante dei Servizi Sociali, dovrà relazionarsi con il sottoscritto”. Un duro “j’accuse” quello di Calvano, che ha ribadito la sua estraneità a certe presunte logiche, ha fortemente riaffermato la sua connotazione civica ed ha concluso sostenendo: “Il mio ruolo si ferma all’incrocio della Storta. Non voglio e non devo rispondere a logiche di partito o a filiere di governo, sia in ambito provinciale che regionale. Quindi mi auguro che situazioni del genere non si verifichino più. Sono qui a lavorare nell’interesse della cittadinanza”.

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Simone Di Giulio