Miti e Leggende — 14 Gennaio 2021
Sulle tracce di Beowolf e le sue avventure

Questo mese viene dedicato ad una delle più celebri storie riguardanti i Draghi, ossia il Beowulf. La sua etimologia deriva dal germanico, in inglese da “bear” (orso) e “wolf” (lupo). È il più antico componimento in antico inglese giuntoci di materia germanica, risale all’VIII – IX secolo dopo Cristo in forma scritta ad opera di monaci amanuensi con molta probabilità. Quest’opera è assai celebre perché fu tradotta da Tolkien, autore, tra le sue numerose opere, de “Lo hobbit” e de “Il signore degli anelli”. Questo componimento è diviso in due storie, il cui protagonista, Beowulf appunto, è l’eroe scandinavo (svedese), proveniente dal clan dei Geati, nipote del re dei Goti Hygelac. La prima storia vede un giovane Beowulf e la seconda ha lo stesso protagonista, ma più anziano. Nella prima storia, Beowulf è accompagnato dai suoi uomini, in particolare dal suo parente e più fedele guerriero Wiglaf, verso il regno di Heroth governato da re Hrothgar, in Danimarca. C’è un mostro di nome Grendel che da più di un decennio di notte uccide gli uomini di re Hrothgar e Beowulf è un eroe che va in cerca di avventure ed è solito uccidere mostri terrestri e marini, è un uomo che possiede una forza fuori dal comune. Difatti riuscirà nell’impresa di eliminare sia Grendel che sua madre, due antichissimi esseri, ultimi superstiti dell’era primordiale, prima degli uomini. La seconda storia è quella che più ci interessa, Beowulf, ormai vecchio ma ancora molto forte, è divenuto re dei Geati e un giorno il suo regno viene minacciato da un ulteriore ed ultimo mostro, un Drago. “Per cinquanta inverni Beowulf, come si racconta, rimane un sovrano esemplare, ed ecco che un altro mostro ricompare nella sua vita, e questa volta si tratta proprio di un Drago. Il Drago sta in una tomba megalitica(una dimora molto amata dai Draghi del nord)e da secoli custodisce pacificamente un tesoro finché per caso viene disturbato, e gli viene rubata una coppa d’oro. Allora la sua collera non conosce più confini, ed egli funesta con fuoco e morte i dintorni e i loro abitanti. Quando Beowulf viene a sapere l’allarmante novità, parte, accompagnato dal parente Wiglaf, per la sua ultima battaglia. Insieme i due eroi riescono sì a uccidere il Drago, ma Beowulf viene a sua volta gravemente ferito. Il veleno del Drago inizia a fare effetto e a diffondersi nel suo corpo. Il re morente si rialza un’ultima volta e prega Wiglaf di assicurare il tesoro del Drago per il suo popolo e di costruirgli una tomba dopo la sua morte. Prende il suo elmo e i suoi gioielli, li consegna solennemente al suo parente, e muore”. Beowulf è un’opera epica di temi e valori tipicamente germanica, ma nella seconda storia si rintracciano tratti di derivazione cristiana. In particolare, mi riferisco all’uccisione del Drago, simbolo del male e portatore di morte e sventura in linea con l’iconografia medievale religiosa ed artistica, mentre Beowulf, con il suo sacrificio per la salvezza del suo popolo, sembra voler ricordare implicitamente il sacrificio di Gesù Cristo per la salvezza dell’intera umanità.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova