Aprilia Attualità — 25 Giugno 2020

L’8 giugno è stato l’ultimo giorno di scuola per molti studenti. Alcuni hanno terminato l’anno qualche giorno prima, il 6 giugno scorso. È indubbio che quest anno scolastico sia stato difficile per tutti. Difficile per gli studenti, per gli insegnanti, per i genitori, per tutto il comparto scuola.

Difficile perché, tutto d’un tratto, abbiamo riscoperto la centralità e l’importanza della Scuola, intesa non solo come istituzione, ma come insostituibile luogo di aggregazione, di conoscenza, di   amicizia, come luogo di partecipazione e condivisione. In questo annus terribilis il Covid-19 c’ha concesso il tempo  sufficiente per fare riflessioni, per ripensare alla scuola e al suo insostituibile ruolo. È tempo dei ringraziamenti, e in primo luogo, essenzialmente, vorrei rivolgermi agli studenti, come dicevo, che hanno saputo capire le difficoltà e gli ostacoli che si sono frapposti fra il loro diritto all’istruzione e i limiti di un sistema che ha mostrato tutte le sue aporie. Non dobbiamo sottacere agli evidenti problemi che si sono dovuti affrontare in queste settimane: la limitatezza degli strumenti a disposizione, la DAD – che seppur unica alternativa – non potrà mai sostituire la lezione in classe. Io plaudo a loro, a tutti questi giovani che hanno saputo adattarsi a questo difficile quadro. Una lezione ce l’ha insegnata questa pandemia – tra le altre, chiaramente – ovvero la grande capacità di adattamento e l’approccio multiverso degli studenti e dei loro insegnanti che hanno costituito le uniche e solide basi per salvaguardare l’anno scolastico in corso. Grazie a tutto il corpo docente che ha saputo reinterpretare il suo ruolo avanzando proposte, reinventandosi, concedendo a tutti i propri studenti, in tempo reale, uno strumento che garantisse loro di portare avanti  il loro diritto a conoscere e ricevere conoscenza. Grazie ai genitori, poi, che sono stati l’anello fondamentale, e importanti mediatori scolastici, facendo rinunce per i propri figli, supportandoli nello studio, svolgendo un ruolo primario nella didattica, delle volte in silenzio e senza volerlo, riacquisendo così, senza saperlo, un ruolo che negli ultimi anni è stato troppo spesso delegato alla scuola.

Ma adesso è il momento della ripartenza. Finora si sono trovate giuste soluzioni, certo, ma temporanee. Gli eventi eccezionali ci hanno fatto capire che bisogna lavorare – e sin da ora – affinché da settembre si possa tornare sui banchi di scuola in piena sicurezza e tranquillità. Davanti e prima di tutto, la sicurezza dei ragazzi, è su loro, sulla loro sensibilità, che si dovrà contare nel futuro. Proteggiamoli,  dunque, per il loro bene e per il bene di tutto il Paese. Ai ragazzi che stanno affrontando la maturità faccio un caloroso in bocca al lupo! Insegnanti e collegi scrutinanti terranno bene a mente i vostri sacrifici, soprattutto guardando a quest’ultimo anno. Preparatevi, studiate non cercate false scorciatoie. Il merito, vedrete, viene sempre premiato! Ad majora!

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Autore dell'articolo

Federico Cola
Federico Cola