Verde&Natura — 20 settembre 2018
Thor, il protettore dell’umanità

Thor, figlio di Odino e Gea, la madre terra, è uno dei sette Cavalieri di Asgard, fedeli al dio Odino e alla sacerdotessa Ilda di Polaris, la cui patria è la città dell’Arcobaleno, posta sotto la difesa di Heimdall, suo guardiano, e dove risiede suo padre, il dio Odino. Possente di aspetto, un vero e proprio gigante, con folti capelli rossi. Quando lancia il suo martello, si ode un forte rombo di tuono e il cielo viene abbagliato da un gran lampo, prima che gli ritorni di nuovo tra le mani. Dotato di un carattere fortemente battagliero, amante di banchetti e avventure, il signore del tuono è anche il dio della legge e della giustizia. Thor è unito alla dea delle messi e del grano Sif, dai capelli d’oro come la preziosa spiga e fabbricati per lei dai nani, esseri dotati di particolari poteri magici ma in tutto simili all’uomo, dopo che il fratellastro di Odino, Loki, le aveva tagliato i suoi capelli d’origine. Oltre la moglie Sif, Thor ha anche molti altri amori come la gigantessa Jarnsaxa da cui ha avuto un figlio di nome Magni. La sua forza viene moltiplicata grazie all’uso di tre oggetti che sono sempre con lui: una cintura che raddoppia la sua prestanza fisica, un paio di guanti di ferro e il leggendario martello usato per colpire i suoi nemici e i mostri che si imbattono sulla sua strada, con la possibilità di ritornare indietro tra le sue mani come un boomerang. Il martello, simbolicamente rappresentante un fulmine, presagisce temporali. Ciò portò i contadini a indossare catenine con dei martelletti, al fine di pregare che piovesse a beneficio dei raccolti. Thor si sposta su un carro trainato da due capre, Tanngnjòstr e Tanngrisnir, dotate di particolari doti soprannaturali. Infatti egli se ne ciba la sera per poi rivederli in vita, rinati sulle loro stesse ossa e sotto la propria pelle. Nella Ragnarök Thor uccide e viene ucciso dal serpente di Miogaror, simboleggiante la Terra. Ultimi sono i nove passi dopo averne respirato il suo soffio venefico, nell’ultima lotta rappresentata dal bene contro il male. Il culto di Thor, possente uomo dio, arrivò fino al Medioevo rivestendo un ruolo importante per le popolazioni germaniche. Il giorno di giovedì in inglese (Thursday) è così chiamato grazie al personaggio di Thor. Gran parte dei templi a lui dedicati e alle statue e raffigurazioni di questa divinità vennero distrutti dal re Olaf II, canonizzato dalla Chiesa nell’XI secolo. Gli eventi dei Ragnarök sono narrati in due canti dell’Edda poetica e nella prima parte dell’Edda in prosa, i due testi di riferimento principali della mitologia norrena. In essi, e in special modo nella profezia della Veggente, ovvero il racconto della storia del mondo dalla sua creazione alla sua fine fatta da una völva (veggente) a Odino, viene narrato di come i Ragnarök saranno preannunciati da un duro inverno lungo tre anni durante il quale la violenza avrà la meglio sulla legge e sull’ordine fino alla sparizione del sole e della luna, ad opera dei due lupi che da tempo immemore li inseguivano per divorarli. L’albero cosmico Yggdrasil sarà scosso, provocando disastri naturali.

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Autore dell'articolo

Giorgio Agostini
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